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Il sistema di satana

29 aprile 2012 Lascia un commento

“Oggi, sconfiggere il male è pura utopia. Il Sistema Liberista Relativista, lo ha adottato come punta di diamante della sua strategia e, in seguito, commercializzato su scala planetaria”

In passato, il Maligno, trovava conforto alle sue perversioni, insinuandosi subdolamente nella mente degli uomini e seducendoli con vane promesse di perversa felicità. Oggi, è padrone del loro cuore.
Non è una differenza da poco, ma direi che, in maniera netta, si pone come spartiacque fra il mondo contadino e la rivoluzione industriale, terreno di cultura del suo progetto mefistofelico. Ad un certo livello di malvagità e crudeltà, poi, corrispondono effetti più o meno devastanti. Nell’Apocalisse, raggiungono il loro apice, coronando il progetto demoniaco e, nello sterminio di ogni forma umana e umanoide, consacrano la sua vittoria.

Così, oggi, furbizia e raggiro hanno soppiantato l’impianto etico e l’intelligenza, e assimilate come pratiche relazionali quotidiane; ma non solo, come strumento lecito, fondamentale e irrinunciabile per la sopravvivenza del Sistema di Satana.
Nelle moderne società liberiste, l’illegalità è assurta a regola. Gli organi preposti a contrastarla, sono così marci e corrotti che, definirle civili, è un autentico contrasto logico. 
Il falso, è un fondamentale del relativismo demoniaco e fratello gemello dell’ossimoro; i due, insieme, sono capaci di innescare tali catastrofi, da fare impallidire il nazismo.
 Oggi, i non valori, commercializzati per poche lire su scala planetaria, hanno soppiantato gli autentici, dell’anima e dello spirito. La famosa torre di Babele, non è metafora dei nostri tempi, ma un dato di fatto, reale e globale.
 L’ossimoro, partorito in quantità industriale, è il germe malefico del relativismo.

Alcuni esempi di moderno ossimoro: certezza scientifica – progresso tecnologico – acqua privata – vita artificiale – nucleare pulito – società dei consumi – certezza scientifica – finanza etica – etica del capitalismo – cattolico divorziato – verità relativa – i ghiacciai perenni si stanno sciogliendo –
La nostra realtà è la sconcertante proiezione di un incubo – una degenerazione morale etica e spirituale, unica nella storia dell’uomo, i cui risultati, sono sotto gli occhi del mondo: la catastrofe ambientale e morale in primis. 
Quale forma di vita, devasta il proprio habitat, trasformandolo in una discarica tossica e maleodorante, e mari, fiumi, torrenti e sorgenti, in cloache infette? 
Abbiamo definito libertà, la licenza e anteposto la furbizia all’intelligenza. Ad una speciale schiavitù (risultato del processo di omologazione), abbiamo dato il nome di democrazia e, chiamato realtà, la contraffazione.
Il falso ha sostituito il vero e quando affermiamo “il progresso sta arrivando anche qui”, in realtà intendiamo dire che la distruzione e la morte sono ormai vicine.
La menzogna e la mistificazione dettano legge. La qualità è stata adulterata, e l’eccezione, omologata e massificata.
Non ci sono domande, nè perché, sulle cause di un di un tale scempio umano, nè attenuanti tese a giustificarne le responsabilità comuni. Tutto questo è opera del Maligno. Ogni capacità di giudizio obiettivo, è stata definitivamente rimossa o azzerata, tanto da non sapere più distinguere fra il giusto e l’iniquo, la verità e la menzogna e l’ambrosia dal veleno.
Quella che crediamo sia la nostra conoscenza (del tutto incapace di attingere ad una realtà oggettiva e assoluta), è la risultante di un relativismo demoniaco e perverso, le cui metastasi hanno irrimediabilmente compromesso ogni più remota possibilità di riscatto. Ogni nostro gesto e atto, sono filtrati dalla paura: un sentimento destabilizzante che condiziona i nostri comportamenti, le scelte e sentimenti.
Insicurezza, e una totale mancanza di autostima, sono l’inevitabile conseguenza della perdita dei necessari e oggettivi punti di riferimento che, un tempo, come spie luminose, regolavano i flussi delle nostre emozioni e impedivano ogni forma di degenerazione. Nessuna analisi, oggi, è in grado di soddisfare la ricerca, sui motivi e le cause di tanta aberrazione. Siamo disarmati di fronte all’impotenza delle nostre ragioni, e muti, per tanta umiliazione; rientri nei ranghi del quotidiano, rinunciando, per sempre, al diritto della verità e della comprensione delle cose.
I principi etici, regolatori e sentinelle dei comportamenti umani, sono stati rimossi per sempre e, vizio e paura, li hanno sostituiti. Il male, un tempo riconoscibile e collocabile, ha assunto le sembianze della normalità, espropriando lo spirito dell’uomo, privandolo, così, della consapevolezza, del discernimento e della dignità.
Ciò che la Chiesa definisce metaforicamente “il Diavolo”, in realtà non è il disegno malefico e perverso di un’entità astratta e soprannaturale che si contrappone ideologicamente alla bontà infinita e misericordiosa di un Dio creatore, ma é l’assenza del divino. Credere il male, il rovescio della medaglia del bene, è una puerile interpretazione.
Con la rimozione dei valori e dei principi etici, si scardina il progetto originario che, da parametro assoluto, si degrada in caos e relativismo. Le attenuanti che l’uomo moderno si accampa, sono tese a giustificarne i comportamenti deliranti, facendolo precipitare in una sorta di morboso narcisismo isterico e deresponsabilizzante, con l’intento illusorio di placare una lacerante paura e ansia esistenziale.
Oggi, sconfiggere il male è pura utopia. Il Sistema Liberista Relativista, lo ha adottato come punta di diamante della sua strategia e, in seguito, commercializzato su scala planetaria. Per questo motivo, ogni tentativo per localizzarlo e codificarlo é vano. Solo dalle ceneri del Sistema Liberista Relativista, il disegno originario si potrà ricomporre. 

Se l’uomo di quest’epoca nefasta, non sarà in grado di riconvertire la follia in ragione e la schiavitù in libertà, presto, il vortice del relativismo lo risucchierà dentro un vuoto senza fine, consegnando l’anima dei nostri figli nelle mani del Demonio.

Gianni Tirelli

Uno sballo di democrazia!!!

25 aprile 2012 Lascia un commento

In democrazia, puoi decidere di suicidarti con la tua macchina, in compagnia di amici, dopo esserti sballato tutta la notte in discoteca, magari contro un muro, o giu da un viadotto, o ha tutta velocità dentro un fiume. Puoi scegliere, la democrazia è soprattutto libertà.
In democrazia puoi possedere uno, due, tre, cento telefonini e prenotarti un bel tumore al cervello per i prossimi anni.”Ancora non è stato provato!”

In democrazia puoi prendere a scarpate tuo figlio di pochi mesi, e giurare su Dio la tua innocenza.
Puoi stare tranquilla, arriva sempre un Taormina a tutelare le tue ragioni, e salvaguardare i tuoi diritti. Da qui, puoi cominciare la tua campagna promozionale, partecipando a tutte le trasmissioni televisive più coul, e ingaggiare una dura battaglia contro quel cornuto di giudice che sembrerebbe aver messo in discussione la tua versione dei fatti.
Più avanti ti proporranno, dietro un lauto compenso, come testimonial a un prodotto per bambini neonati, e tu accetterai. Non sei mica stupida tu!! “ Ti hanno ammazzato un figlio, ti dovrai pure rifare in qualche modo”? Siamo in democrazia, no!

In democrazia, se i soldi non ti mancano, puoi non pagare le tasse, che tanto nessuno ti verrà a cercare.
Se sei un pesce piccolo, insomma, il solito artigiano, il qualunque commerciante, quello stupido che ha deciso di aprire timidamente una piccola società, allora, in questo caso, sei un uomo morto.

In democrazia, tutti quei benefattori, che per la loro grande carica di umanità si sono prodigati nel creare posti di lavoro, hanno la possibilità e il diritto di inquinare, infettare, contaminare fiumi, laghi, mari, cielo e foreste e causare l’estinzione di centinaia e centinaia di specie animale, vegetale e umanoide.
Tutto questo con il bene placito delle istituzioni democratiche.

Le scorie ad altissima pericolosità, per la salute dei cittadini democratici, possono essere sparse liberamente in ogni dove, più consigliabili le zone del sud, dove i loro abitanti sono più simili alle bestie. “ANCORA NON E’ STATO PROVATO CHE QUESTE SCORIE SIANO PERICOLOSE PER LA SALUTE DELL’UOMO.”

Se qualche sprovveduto, volesse sollevare la questione a livello di opinione pubblica, si sa, una mano lava l’altra, e tutto sarebbe, in breve tempo, dimenticato e rimosso per sempre. Chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto! Scurdammuce o passato!!!

In democrazia puoi essere il peggiore dei commercianti, così bugiardo e cialtrone da oscurare la fama di Pinocchio, possedere varie televisioni private, tramite le quali dispensare sottocultura, pornografia, volgarità, pettegolezzo, ignoranza e propaganda e, nello stesso tempo, diventare presidente del Consiglio. Essere piccolo, calvo, e raccapricciante, non è di alcun peso e impedimento.
Puoi liberamente continuare ad intrattenere rapporti cordiali con gli amici di merende, ma non solo, puoi farli diventare parte del parlamento democratico, insieme agli altri compari già accasati.
Ti é inoltre data la possibilità (a tua discrezione), di rtagliarti leggi su misura, al fine di tutelare, consolidare, aumentare i tuoi personalissimi interessi e profitti.
La democrazia è prima di tutto libertà!

In democrazia tutto è possibile, come costruire una casa in riva al mare, o nel centro storico di una grande metropoli, o sopra un cocuzzolo dolomitico, o nei pressi di qualche tempio greco. Puoi dormire sonni tranquilli, c’è la democrazia che veglia su di te.” Dormi angelo mio, una mattina ti sveglierai e, come per incantamento, tutto sarà risolto!”

Nella moderna democrazia tecnologica puoi fare una TAC e beccarti un tumore, una colonoscopia e beccarti una epatite C, una antitetanica e beccarti l’AIDS, una qualsiasi cosa e beccarti qualcosa che non avevi. La democrazia tecnologica lascia il segno e i cittadini democratici ringraziano.

Nella democrazia dei consumi, qualsiasi cosa tu ingurgiti, solida o liquida che sia, prima, o poi ti sviluppa un tumore. In ogni alimento cova la potenzialità di un tumore. Anche l’acqua democratica dei nostri acquedotti è a base cancerogena, e l’aria che giornalmente respiriamo, le varie vernici, pitture in genere, i liquidi dei freni, dell’idroguida, le radiazioni dei computer, dei cellulari, gli infiniti sciampo, i balsami, creme e cremine in genere, le tinture, coloranti, conservanti, dolcificanti,….metalli pesanti, i cementi, le calci, tutti quegli infiniti prodotti per la igiene della casa, ecc..ecc, tutto e dico, tutto, è cancerogeno. Ogni cittadino democratico ha il suo cancro personalizzato. Questa è la strategia democratica su cui si basa il nostro “libero mercato.”

Democrazia è anche ordine e rispetto delle regole vigenti.
Obblighi e divieti sono alla base di un civile vivere democratico.
Multe e sanzioni, fioccano come se piovesse. E’ una delle forme di sopravvivenza del Sistema democratico, e se non paghi a tempo debito, sono mazzate. Democrazia è anche etica!

In democrazia, è importante mentire, sempre, e la televisione è la pacchia dei bugiardi.
Puoi mentire sui sondaggi, sui dati economici e attraverso la propaganda per l’acquisto di prodotti di ogni genere, sulla loro qualità e i loro componenti. Puoi tranquillamente dire che il tuo panettone è stato realizzato come cento anni fa, e che fa ricrescere i capelli, che nessuno mai si prenderà la briga di contestare ciò che tu sostieni. “NON E’ ANCORA STATO PROVATO”!!
In democrazia, se rivesti una carica politica, non devi mai essere troppo chiaro ed esplicito: ognuno, e secondo i suoi interessi, interpreterà a suo modo. Perché in democrazia, tutto è possibile: il bianco può essere nero e viceversa.
In democrazia, puoi promettere ogni cosa e subito dopo rimangiarti tutto. Puoi sempre dare la colpa ai tuoi avversari. E’ un classico, una strategia democratica consolidata. Molti ti crederanno, gli altri se ne dimenticheranno presto. Quale libertà, più libertà di questa?
Nel mercato libero democratico, ognuno decide il prezzo della propria mercanzia e, tutti, si adeguano al prezzo più alto. La democrazia è furba, scaltra, pragmatica e non torna mai, sui propri passi. Sempre più su, sempre più su… Non c’è limite ad una tale libertà!
In democrazia puoi essere cattolico e nello stesso tempo ladro, razzista e xenofobo, divorziato, moralista e pedofilo. Puoi avere idee da conservatore, e perché no, essere abortista, puttaniere e bugiardo. Puoi spargere i veleni tossici della tua fabbrichetta nel fossato attiguo alla stessa e, la sera, declamare ai tuoi figli, il sommo inno alla natura, unica vera ragione della tua vita. La fabbrica dirai, l’ho fatta per voi, con sacrifici e privazioni. “Bravo, bravo davvero, una vera lezione di democrazia moderna!” Domenica prossima, una sana confessione, ristabilirà un perfetto equilibrio nella tua coscienza, dissolvendo ogni dubbio.
E’ noto a tutti, cittadini democratici e democrazia, che i fiumi e torrenti sono di pertinenza delle fabbriche. Dove mai dovrebbero scaricare i loro rifiuti? Qualcuno saprebbe dirmi dove? Sulla luna? O dentro la bocca di un vulcano? O nei pressi delle nostre abitazioni?
L’idea dei fiumi, la trovo la soluzione più intelligente, più democratica e, a maggior ragione, se il corso d’acqua passa proprio da quelle parti.
O dovremmo forse chiudere le fabbriche che sfornano posti di lavoro, benessere, e producono ogni ben di dio per soddisfare i nostri più reconditi bisogni e desideri? Chi mai vorrebbe questo? Quale stupido patentato?
La democrazia è pragmatismo. La democrazia é libertà.

In democrazia puoi finalmente essere te stesso, anche se non sai chi sei, come sei, e se ci sei.
La democrazia è come il mistero della santissima trinità: è la fede che conta, e noi ci crediamo. In democrazia, il concetto di “buon senso”, è una circostanza relativa. Dipende da quanti soldi riesci a farci. Se hai veramente buon senso, i soldi non ti mancheranno e altri non tarderanno ad arrivare.
Qualcuno, potrebbe azzardare una domanda curiosa: ”Chi perde in democrazia?”
La risposta è semplice e scontata: ”In democrazia perde chi non vince, e chi non vince non è democratico:”
In democrazia ti può sorgere il dubbio che qualcosa non vada per il verso giusto! Ad esempio, tuo figlio tredicenne e alcuni suoi amichetti, sono morti per essersi beccati un cancro giocando ai limiti di una discarica abusiva dove, anche tu, più volte, hai scaricato le scorie di amianto dei tuoi vecchi capannoni.” Certo, é un dolore comprensibile, ma non essere stupido!! Non sarai anche tu come quei quattro sciancati di ambientalisti? Lo sai bene, “NON E’ ANCORA STATO PROVATO”!!! E poi, pensa a quanti posti di lavoro hai creato! E quanti ancora. O credi nella democrazia, o non ci credi!!
La democrazia è una mamma. Ti indica il modo giusto di vivere: cosa mangiare, cosa, bere, cosa fare, come curarti, come impiegare il tuo tempo libero, come viaggiare, come dormire, cagare, ruttare, come vestirti, come allevare tuo figlio, come investire i tuoi soldi; decide il tuo futuro.
La mamma ti consiglia di fare il calciatore, il conduttore, la velina, la fotomodella, la escort, il manager, il presidente del consiglio, o nella più ovvia delle ipotesi, il direttore di banca. La democrazia pensa in grande, perché tu sei grande; tu vali, voi valete, essi valgono! La democrazia, coniuga!!
Tu, espressione delle moderne democrazie, non sai nulla, e non sai fare nulla. La tua esperienza con le cose, è pari a zero. Non hai tempo per questi pensieri, hai altro a cui pensare. Ci pensa la mamma e, la mamma, è la tua democrazia. Tu devi solo pagare, rateizzare, mutuare e lavorare in tutta libertà.
In democrazia, già da adolescente, puoi fare uso di alcool, di droghe sintetiche psicofarmaci e amburgher.
Le violenze e gli stupri (in una democrazia partecipata come la nostra), sono all’ordine del giorno, e la prostituzione, grazie a Dio, è in aumento. Le morti sulle strade e autostrade democratiche sono circa ottomila l’anno e tutte con la cintura di sicurezza. I suicidi aumentano in maniera esponenziale e così la depressione, l’ansia, le crisi di panico, la schizofrenia, l’epilessia e turbe di ogni tipo. Tutto ciò, muove denaro, crea lavoro, occupazione e fa schizzare il PIL ai massimi livelli. Io stesso, a volte, imbratto il suolo pubblico con ogni genere di schifezze, per incrementare i posti di lavoro nella nettezza urbana.
E poi, in democrazia, puoi navigare su internet, approdare in uno degli infiniti atolli hard messi a disposizione dal Sistema. E ‘ troppo fico potersi tranquillamente masturbare, con tutto quel ben di Dio a disposizione!!
Se poi sei pedofilo, hai solo l’imbarazzo della scelta. Puoi avere ha disposizione tutto ciò che di più perverso tu possa desiderare. Es. una bambina di pochi anni che viene violentata, stuprata e tagliuzzata a morte. Fico, vero? Ma queste sono quisquilie! Se tuo figlio ha un problema grave ad un qualsiasi organo vitale, lo puoi ordinare via internet. Seduta stante, verrà rapito un bambino – non democratico – in qualche parte del terzo mondo. Gli espianteranno l’organo desiderato (ovviamente da vivo), poi lo ammazzeranno e alla fine scomparirà, per sempre, in qualche discarica. Troppo fico!!
Non c’è problema, in democrazia non c’è mai problema! Basta pagare!
Ti vedo, pensieroso! Stavi forse pensando alla mamma di quel bambino del terzo mondo? Non fare il buonista, non si può avere tutto! Senza la democrazia, tuo figlio rischia di morire!
Se sei razzista, xenofobo, e il tuo odio verso il diverso è incontenibile, minchia!!!, c’è di tutto, di più; trovi amici in tutte le più moderne democrazie occidentali.
Se sei un terrorista, è una pacchia vera: una libidine. Desideri acquistare qualche virus letale? Detto fatto, qualche ordigno nucleare? Voilà!! Qualsiasi cosa tu desideri, la Rete te la da. Chiaro, la merce va pagata. Non puoi avere la botte piena e la moglie ubriaca!
La democrazia è impagabile e se fossimo in grado di esportarla, faremmo un botto. Qualcuno ci sta già lavorando!
In democrazia, ricercatori e scienziati in genere, sono totalmente al servizio delle multinazionali e dei loro astronomici interessi, e niente li può fare recedere. Uomini tutti d’un pezzo, questi cervelloni!!
In democrazia, tutte le medicine che acquisti in farmacia, non servono a nulla. Si, tu le paghi, pensando di essere ammalato, ma in verità, non hai niente, capisci, niente. E’ tutta una storia psicosomatica, una paranoia, insomma, un cazzo! Questo è il bello della democrazia, non ti da niente perché tu non hai un cazzo, capisci? Fico, sempre più fico!
In democrazia non esiste più la palla dei valori, dei principi, degli ideali, dell’etica, della morale e via dicendo. No, basta con queste litanie. Che minchia sono? Oggi, nelle democrazie moderne abbiamo il RELATIVISMO; il massimo!! Dopo non c’è più nulla – il Sommo Nulla! E’ lui la sola libertà.
Noi possiamo fare tutto, niente escluso. Possiamo dichiarare guerra a chi vogliamo in cambio della nostra democrazia, fare schiattare di cancro il mondo, fare terra bruciata di animali, fiumi, mari, oceani, foreste, sconvolgere l’ambiente a tal punto, che tutto sembrerà una giostra impazzita, perché noi ci crediamo davvero in questa democrazia. Tutto è uno sballo!! I democratici, quelli veri, ci credono. La nostra bandiera è la menzogna ad oltranza, una sensazione di liberazione, una sorta di estasi che non ha pari con nessuna altra emozione.
La democrazia è un atto terroristico, condiviso, partecipato e liberatorio.
In democrazia puoi uccidere liberamente, perché democrazia vuol dire libertà.
Ma per comprendere meglio l’originale e stravagante personalità della “democrazia”,
e il suo assoluto spirito di libertà, vorrei portare alcuni esempi che, secondo il mio parere, sono emblematici.

I danni prodotti dal fumo, sono noti a tutti; cittadini democratici e democrazia.
Il trattamento industriale dei tabacchi e la loro conciatura per mezzo di sostanze tossiche, moltiplica per cento la loro pericolosità.
Come si comporta in questo caso, la democrazia, quali misure adotta?
Ne vieta la vendita? No!
Migliora la qualità dei tabacchi, trattandoli biologicamente e, per le sigarette, usa un tipo particolare di carta, riducendo così al minimo i rischi di malattie legate al loro consumo? No! La democrazia va oltre. Non sopporta l’ovvietà. La democrazia ti meraviglia, e nessuno al mondo può dire che non sia vero.
No, la democrazia si spinge ben più in la: aumenta periodicamente e in maniera metodica il costo dei tabacchi e, colpo di genio, stampa sulla confezione degli stessi, a caratteri cubitali, una dicitura del tipo;” il tabacco uccide; il tabacco procura il cancro, ti rovina la pelle, ti fa schiattare di infarto, ti ammoscia l’uccello, ti fa bruciare il culo, il fumo ti gonfia i coglioni, e quando esploderanno, saranno cazzi tuoi:”
La democrazia è fantasia, la più sconvolgente e, nel potere, trova la sua naturale collocazione.

La nostra, nelle moderne democrazie, è la società della menzogna, della finzione e della paura. E’ quanto di più perverso la mente umana potesse partorire.
Ogni uomo di buon senso e con i piedi per terra, è cosciente della sciagura che volteggia sopra le nostre teste.
Abbiamo edificato l’inferno dentro il nostro cuore, patteggiando con il diavolo la nostra anima. Oggi, è completamente nelle sue mani.

Gianni Tirelli

La passione perduta e la vendetta degli spiriti

3 aprile 2012 Lascia un commento

Pensando alle nostre società moderne e all’insensatezza dei nostri comportamenti, mi è apparsa l’immagine di un padre che ha trascorso la sua vita lavorando, risparmiando e rinunciando ad ogni effimero piacere, per lasciare ai suoi figli, sicurezza materiale e dignità. Un uomo con la schiena ricurva sotto il sole, con un grande cuore colmo di valori e di inossidabili punti di riferimento che, nella sana tradizione e nella consapevolezza della brevità dell’esistenza, aveva riposto tutte le sue aspirazioni etiche e religiose e gli intenti delle sue passioni. Poi, un giorno, il padre li lasciò, sereno e appagato, dopo averli, con un sorriso innocente, salutati e ricordando loro, ancora una volta, responsabilità e doveri, affinché il senso, che aveva dato alla sua vita, non fosse stato vano. I figli, accecati dalla stupidità e dalle lusinghe della città industriosa, presto abbandonarono i campi e la fattoria ma, in poco tempo, ogni risorsa si esaurì. Per sopravvivere, escogitarono i modi più abietti e deprecabili, tradendo ogni loro impegno morale, e infangando, così, la memoria del padre. Una notte di pioggia e di vento, ubriachi, a bordo di una macchina di lusso rubata, precipitarono giù da un alto ponte per finire fra le acque gelide di un fiume in piena. Di loro non si seppe più nulla.

Noi, oggi, siamo quei figli, sordi, alle grida di dolore della Madre Terra, stuprata e vilipesa – ciechi, dentro il buio di un presente assente che ha privato le nuove generazioni dell’orizzonte di un futuro e, nudi, di fronte alle ragioni del nostro esistere.

Il mito tanto sbandierato della “modernità” foriero di speranze, di felicità e libertà, si è trasformato in breve tempo, nelle peggiori delle schiavitù, trasfigurando i sogni in incubi e, la passione, in un esercizio compulsivo, volto alla soddisfazione sistematica di bisogni effimeri, dipendenze e perversioni. La paura, oggi, è il perno cancerogeno intorno al quale ruota tutta la nostra vita, metastasi di un’esistenza epurata da ogni valore, principio etico e necessario parametro di comparazione. Ogni residuo sentimento di passione, è stato cancellato dalla nostra anima, soppiantato dall’opportunismo, dall’interesse particolare e da un’inettitudine fisica e morale che non ha precedenti nella storia dell’uomo. Ansia, depressione, attacchi di panico e, tutta quella lunga lista di disturbi legati al sistema nervoso, che flagellano senza sosta la nostra quotidianità condizionandone le scelte, sono gli effetti collaterali gravi dell’assenza di passione.
Nessun farmaco al mondo, oggi, può placare i morsi di un tale disagio esistenziale e restituirci quella gioia di vivere e la necessaria serenità che, in passato, caratterizzavano lo spirito vincente delle società contadine – fattori indispensabili per affrontare il domani, con rinnovato entusiasmo.
Erano gli strati sociali più poveri e meno abbienti, un tempo, a godere di un tale privilegio, proprio in virtù di una passione connaturata che si esprimeva in tutta la sua potenza in ogni azione, che fosse creativa, pratica o di natura filosofica e spirituale.
La passione, ha il potere sovrannaturale di tradurre ogni sforzo, fisico o intellettuale che sia, in autentica gioia, fonte perenne di umiltà, di pace interiore e di preghiera.
L’impulso di solidarietà, motore di aggregazione e socializzazione della civiltà rurale, affondava le sue ragioni nel cuore comune di una profonda felicità di base, autonoma e indipendente da ogni concetto di possesso, di privilegio e di stato sociale.
Senza passione, non può esistere alcuna forma di vita, essendo la nostra esistenza, una sua estensione. Il frenetico adoperarsi di api e formiche, nel loro instancabile e incessante andirivieni strutturato da regole ferree e codici etici, è l’espressione di una volontà e di un’intelligenza superiore che attingono la loro energia nel sentimento della passione.
Gli stessi “schiavi” d’Egitto, innalzarono le piramidi sotto la spinta propulsiva di una smisurata passione. E non era il denaro, lo spartiacque fra la gioia e il dolore, fra la vita e la morte e fra la bellezza e l’orrore, ma quella capacità di amare e di sperare che, da sempre, aveva contraddistinto gli individui delle civiltà del passato. Un mondo perfetto, messo a tacere per sempre dalla stupidità dell’uomo moderno.
La passione deterge, purifica, rigenera, forgia la volontà ed è messaggera di bellezza – trascende ogni debolezza e paura, per dare forma e contenuto alle aspirazioni umane, suggerendo all’uomo, il significato della vita.
“Quale passione, oggi, arde nel cuore di quest’uomo? Quale spirito divino alberga nella sua anima? Da quale pozzo, misura il livello della sua felicità e, l’acqua di quale torrente, ristora e placa l’arsura della sua sete di conoscenza?”
L’immagine raccapricciante di quest’epoca insensata, pregna di relativismo, è la rappresentazione iconografica di un’umanità svuotata da ogni più remoto barlume di passione e di bellezza. Un mondo affollato di anime dannate che, al pari di cavallette fameliche, si agitano impazzite dentro il caos di pensieri schizofrenici, vagando avanti e indietro, senza una meta e una qualsiasi comprensibile ragione, lasciando dietro di loro, morte, dolore e distruzione. Tutto questo, ha innescato un processo di necrosi che, dal tessuto sociale, si è esteso all’ambiente tutto, compromettendo irrimediabilmente, ogni auspicabile e radicale riconversione e più remota speranza.
Per tanto, non esiste una via di uscita da una tale condizione! E’ partito il conto alla rovescia e, il Sistema, come una bomba ad orologeria, è sul punto di esplodere. Gli individui della società delle illusioni, ricurvi sulle loro debolezze, paure e, incapaci di qualsiasi rinuncia, si sono resi responsabili e complici di quell’immane tragedia che segnerà un punto di svolta radicale e di non ritorno, nella storia dell’umanità.

Il male, un tempo riconoscibile e collocabile, ha assunto le sembianze della normalità, espropriando lo spirito dell’uomo, privandolo, così, della consapevolezza, del discernimento e dell’impulso passionale. Abbiamo voluto sfidare le ragioni imperiture del nostro destino, come alieni venuti da un’altra galassia, ma presto, la terra, ci ripagherà con la stessa moneta, per averla infamata e violentata.
Il Sistema Consumista Relativista ha raggiunto il suo picco massimo di perversione. A questo punto, comincia a rotolare come un grande masso, lungo la china scoscesa di quella montagna di cose effimere da lui stesso prodotte, per sfracellarsi sul fondo di un baratro di menzogne e di pura cazzonaggine
Definire questo momento socio-economico, una normale crisi, è un’imperdonabile ingenuità, a dimostrazione, ancora un’ennesima volta, dell’assoluta incapacità dell’uomanoide moderno, di separare la realtà dalla fantasia, la libetà dalla licenza, il giusto dall’iniquo e la forza dalla debolezza. Una tale circostanza, esula da un’interpretazione di bene e di male ma, per la sua natura relativista, si colloca all’interno di una dimensione eccezionale di pertinenza della sfera del Nulla.
Non esistono, oggi, aggettivi in grado di descrivere la portata e la crudeltà dei crimini relativi a questo ultimo secolo e l’opera di profanazione e di violazione sistematica, perpetrata dall’uomo tecnologico contro la natura e le sue leggi.
I principi etici, regolatori e sentinelle dei comportamenti umani, sono stati rimossi per sempre e, vizio, paura, li hanno sostituiti.
Il futuro dell’umanità, è stato divorato dalla voracità di un presente ipertrofico che, come un buco nero, travolge nel suo vortice le nostre esistenze. Proprio in ragione di queste mie ultime considerazioni, posso affermare, con la certezza e il disincanto di chi ancora sa interpretare i segnali del cielo, ascoltare il tormento straziante degli spiriti della terra e le loro promesse di vendetta, che la fine di questo mondo, è prossima.

“Risuolate le vostre scarpe signori!!, Mettete toppe alle vostre giacche e pantaloni e rammendate camice e calzini. Non acquistate oltre l’indispensabile e l’essenziale, perché è arrivata l’ora di aiutare il Sistema a morire.”

Gianni Tirelli

Degenerazione dell’arte

24 ottobre 2011 Lascia un commento

“L’arte è ispirazione, intuizione e genio ma, l’artista, è lavoro, fatica e sudore. Il dolore é il collante di tutto questo”.

L’evoluzione è quella capacità intrinseca in ogni individuo di sapersi dissociare dall’eredità genetica e dalle imposizioni e dipendenze psicologiche. Ma questo succedeva quando la terra era piatta e gli uomini erano autonomi, liberi e consapevoli. Una libertà che prescinde da ogni schiavitù fisica, appartenenza religiosa e razza, per attestarsi come carattere di unicità irripetibile e irrinunciabile.
In quest’epoca insensata, per brevità definita “moderna”, questa capacità si è spenta ed estinta per sempre, sostituita da un’omologazione massiccia dei comportamenti e del pensiero. Oggi, ogni ribellione, personalismo e atto rivoluzionario ci sono negati, per attenerci scrupolosamente alle regole di un libretto di istruzioni che il Sistema ci da in dote al momento della nostra venuta al mondo.
L’immagine che l’attuale societa liberista ci vuole spacciare del passato, è vergognosamente falsata e inattendibile sotto ogni punto di vista.
Lo scopo ultimo di una tale opera di mistificazione è teso a giustificare le abnormità e le nefandezze di un presente assente e di una realtà, unica nella storia del mondo, per inclinazione alla menzogna, causa di degrado e di violazione.
Nelle nostre società “moderne”, ci sono sempre più individui che, pur di scansare ogni fatica fisica, morale e psicologica, si adattano al peggio, tradendo così ogni vero sentimento umano, di amore, di valori e di bellezza. In questo modo, imparano a mentire e a fingere (sia con gli altri che a se stessi) in una sorta di commedia dell’assurdo che si propone di contrastare e placare un pungente disagio psichico somatizzante, prodotto da una paura esistenziale paranoide e dall’intima vergogna, relativa a un’auto stima ai minimi termini – fino a confondere, in seguito, la realtà con la commedia. Le attenuanti, poi, intervengono come elementi dopanti di deresponsabilizzazione e sistematica maldicenza, accusando gli altri di essere la vera causa dei nostri problemi e fallimenti!
Un tempo, era una lacerante passione, un bisogno vitale e ineludibile che, fuori da ogni interesse di natura pratica, ambizione, ed effimera vanità, costringeva alcuni eletti fra gli uomini ad avventurarsi nel mistero delle arti (pittori, scultori, filosofi, architetti o scrittori). Le sole armi di cui disponevano erano, la rinuncia, il sacrificio e la perseveranza, consapevoli della necessità del dolore e dell’ineluttabilità della morte.

In quest’epoca malata di relativismo, dove la tecnologia e il messaggio mediatico si sono sostituiti alla passione e all’ispirazione, sono altri i fattori stimolanti: “opportunismo, indolenza, protagonismo, vanità, e il diniego verso ogni tipo di sofferenza e ostacolo, retaggio infantile di un perverso sentimento di immortalità.

“In verità, la brama del benessere uccide la passione dell’anima e ride dietro il suo funerale” – Gibran –

Così, alla parola arte, si è voluto accostare l’aggettivo “moderna”, allo scopo di potere giustificare qualcosa che, con l’arte (intesa nel suo più autentico significato) non ha nulla da spartire, ma ne è il suo esatto opposto e in netta antitesi con tutto ciò che la stessa si è sempre prefissa: onorare e rendere omaggio alla bellezza e all’armonia.

Del resto, tutto ciò che viene definito “moderno”, sia che si tratti di architettura, di musica, di pittura o di scultura, di cultura, di guerra o della nostra stessa vita, non é che la somma di quello scempio di valori evidente a tutti, che si è accanito sulla nostra quotidianità, azzerandone la sua qualità e ogni riedificante anelito di bellezza e di felicità.
La stessa “storia moderna” non è stata altro che un sistematico susseguirsi di tragedie e di violazioni, di catastrofi e allucinazioni, risultato ultimo di quella “moderna scienza” che, sulla profanazione dell’impianto etico, la mistificazione e la licenza, ha suggellato e coronato il suo perverso progetto di omologazione e di paura.
L’aria tossica delle nostre città, la contaminazione delle acque, il dissesto idro/geologico del territorio, tutta quella marea di rifiuti pericolosi dispersi in ogni dove e, più in generale, la catastrofe ambientale, sono i frutti velenosi di un Sistema perverso che, in funzione e in ragione di questa subdola “modernità”, ha privato gli individui di ogni loro capacità critica, personalismo e slancio rivoluzionario.

L’arte come tale e in quanto tale, non si spiega e non si traduce; fugge ogni tempo, non è oggetto di mercimonio, ne strumento di indulgenza ascritto a sdoganare l’orrore e l’obbrobbio di una realtà in putrefazione, per poi ergersi ad espressione intellegibile di ispirazione e creatività .
Ma è proprio attraverso quello strambo linguaggio, oggi definito concettuale che, l’arte moderna, intende spiegare i motivi di una tale degenerazione per poi affermarne la sua validità. Diversamente, niente di questo luna park dell’orrore, discarica di pulsioni necrofile, avrebbe un senso e un significato, oltre alle ragioni addotte dallo stesso autore (per brevità, artista) che, con uno sforzo sovrumano e una capacità di auto/convincimento fuori dal comune, intravede nella sua “opera”, uno di quei supposti messaggi che, oltre a lui, solitamente non scorge nessuno. Per tanto, queste nuove espressioni dell’arte, sono obbligatoriamente accompagnate da un libretto esplicativo sulle finalità dell’artista, il più delle volte sconosciute anche al medesimo.
Se vi è mai capitato di visitare una di queste “singolari” mostre d’arte moderna (che sia di pittura o scultura), vi sareste trovati di fronte ad un indecente spettacolo di relativismo creativo (un vero delirio di elucubrazioni) che, sull’incapacità del visitatore di dedurne una qualsiasi motivazione e guizzo di genio, accredita il suo significato ultimo: il Nulla!
Un vero ed esaustivo trattato di psichiatria contemporanea, esposto in bella vista a beneficio dei tanti, dove tutto è concesso e tutto è possibile; dove la vanità si mescola con una pretesa intellettualità e l’indecifrabile messaggio subliminale intrinseco all’opera, con lo stupore interdetto degli astanti.
Un luogo infernale dall’atmosfera glaciale, dove orde di critici e fanatici, si sperticano in dotte disquisizioni e dissacranti citazioni, per conferire a quello spazio limbico, una sua dignità, un suo scopo e una ragione. Ma la ragione e con lei la bellezza, sono le sole hanno disertato la festa. Un Red Party dove tutto è concesso – dove ogni ubriacatura e sballo, licenza, follia e menzogna, evaporano in un turbinio di parole vuote e dissonanti, rimandando la comprensione, alle elucubrazioni di una soggettività priva e privata di alcun fondamento culturale, supposto canono estetico, e principio etico.
Del resto, l’etica (se mai ancora qualcuno ne apprezzi il significato ) è il terreno di coltura di ogni espressione umana, che sia pratica o creativa, che si pone come confine invalicabile oltre il quale, tutto trasfigura il licenza, profanazione e turpitudine e, ogni sentimento di autentica bellezza, soccombe sotto la scure della violazione, dell’inettitudine e di un narcisimo frustrante e paranoide.

Così, allo stesso modo, la conoscenza “moderna” fa il suo ingresso nella storia, parallelamente e congiuntamente alla rivoluzione industriale.
Diversamente, da un tempo, la conoscenza ha assunto le caratteristiche della violazione, dell’invasione e della profanazione. La causa di una tale degenerazione, è relativa al’introduzione dell’elemento meccanico e tecnologico che si è sovrapposto ad ogni principio etico e regola deontologica, e in grado di eludere (mercificandola), ogni oggettiva responsabilità individuale e ragionevolezza.
Il fine giustifica i mezzi se, il risultato ottenuto, non mette a repentaglio o va a sacrificare i diritti degli altri, in termini di qualità della vita, libertà, giustizia e uguaglianza.
Gli scopi, della “moderna scienza e conoscenza”, procedono nella direzione opposta: interesse particolare, potere e privilegio. L’autentica passione per la conoscenza (che attinge le sue ragioni in un concetto di bene comune), ha trasfigurato la sua originaria funzione, in curiosità maniacale, effimera vanità, arsura di potere e facile profitto. La modernità, in tutte le sue espressioni, è una lista infinita di ipotesi e congetture, mercificate e propagandate, come miracolose e miracolistiche. I risultati sono effimeri e momentanei e, la sua potenzialità distruttiva, é reale e non opinabile. La moderna conoscenza scientifica è una dimostrazione di illusionismo applicato alla realtà, che gioca sulla percezione falsata della gente. I suoi effetti devastanti, sono sotto gli occhi di tutti.
Oggi, tutto ciò che viene definito, scienza, conoscenza e ricerca, non è che il progetto di mistificazione pianificato dal Sistema Relativista e finalizzato (attraverso quelle che definisce conquiste del progresso), al consolidamento del suo perverso potere (economico e mediatico) e alla logica del profitto. Il mondo insensato della nostra epoca, che al più presto, la storia dell’uomo si appresterà a rimuovere e occultare (perché incapace di accettare e affrontare la vergogna prodotta dal mercimonio della sua anima, con il maligno), esula da ogni concetto di evoluzione e involuzione, per attestarsi come elemento di stagnazione degenerativa.

L’arte “concettuale” (così definita per sdoganare un qualcosa che diversamente non avrebbe diritto ad esistere), è qualunque espressione artistica in cui i concetti e le idee espresse siano più importanti del risultato estetico e percettivo dell’opera stessa.
Un bel giochino davvero!!! Il movimento artistico che porta questo nome si è sviluppato dagli Stati Uniti d’America (un classico di società relativista) a partire dalla seconda metà degli sessanta.

Anche la Minimal Art (Minimalismo) ebbe origine negli Stati Uniti e fu contraddistinta dalla produzione di grandi strutture geometriche ingombranti, cromaticamente “essenziali” e ispirate a fredde modalità puramente costruttive che privilegiavano una fruizione di stampo razionalistico e relativistico, priva di concessioni all’empatia o allo stesso godimento estetico.
Gli impacchettamenti del bulgaro Christo, artista proveniente dal Nuovo Realismo, fino agli interventi spettacolari dell’americano Walter De Maria (come The Lightning Field del 1977), fino alle passeggiate dell’inglese Richard Long, sono un esempio esaustivo di quanto l’arte moderna, si sia posta a paradigma di quella catastrofe umana, ambientale e di valori che sta caratterizzando la nostra epoca.
La “Merda d’artista” è il titolo di un’opera dell’artista italiano Piero Manzoni. Il 21 maggio 1961 l’autore sigillò le proprie feci in 90 barattoli di conserva, ai quali applicò un’etichetta con la scritta «merda d’artista». Manzoni mise in vendita i barattoli di circa 30 grammi ciascuno ad un prezzo pari all’equivalente in oro del loro peso. La creazione non mancò di suscitare un morboso interesse escrementizio, sia a causa della radicale rottura con la tradizione artistica del tempo che per l’evidente segnale di degenerazione e decadenza dell’arte moderna.
Così si é espressa la critica: “L’opera, intende alludere con ironica metafora all’origine profonda del lavoro dell’artista, in senso più vasto dell’uomo che creativamente produce!!! “ E’ stato sottolineato anche un lato poetico, quello della cessione da parte dell’artista di una parte di sé, in senso ironico. Lidea che un artista già affermato troverebbe mercato e consenso della critica per qualsiasi sua opera che crea, anche le più scadenti e banali! Encomiabile!!!
Attualmente i barattoli sono conservati in diverse collezioni d’arte in tutto il mondo (ad esempio l’esemplare numero 4 è esposto alla Tate Modern di Londra ed il barattolo 80 è esposto nel nuovo Museo del novecento di Milano) ed il valore di ciascuno di loro è stimato intorno ai 30.000 e 50.000 euro.

Quando la terra era piatta, il buio governava le notti, e meravigliose creature di altri mondi scendevano sulla terra per abitare i sogni degli uomini. Oggi, accecati dalla luce rovente della “modernità”, ci hanno lasciati soli per sempre, svuotandoci da ogni vera passione. Ed é nel sentimento della passione, che attingiamo le risposte ai nostri interrogativi e, senza la quale, non può esistere alcuna forma di vita e forma d’arte essendo, la nostra esistenza, una sua estensione.
Il frenetico adoperarsi di api e formiche, nel loro instancabile e incessante andirivieni strutturato da regole ferree e codici etici, è l’espressione di una volontà e di un’intelligenza superiore che attingono la loro energia nel sentimento della passione. Oggi, non siamo che termiti!
Gli stessi “schiavi” d’Egitto, innalzarono le piramidi sotto la spinta propulsiva di una smisurata passione. E non era il denaro, il potere e la vanità, lo spartiacque fra la gioia e il dolore, fra la vita e la morte e fra la bellezza e l’orrore, ma quella capacità di amare e di sperare che, da sempre, avevano contraddistinto gli individui delle civiltà del passato – un mondo perfetto, messo a tacere per sempre, dalla stupidità dell’uomo moderno.

La passione deterge, purifica, rigenera, forgia la volontà ed è messaggera di bellezza – trascende ogni debolezza e paura, per dare forma e contenuto alle aspirazioni umane, suggerendo all’uomo, il significato della vita.
“Quale passione, oggi, arde nel cuore di questi novelli artisti del nulla? Quale spirito divino alberga nella loro anima? Da quale pozzo, misurano il livello della loro felicità e, l’acqua di quale torrente, ristora e placa l’arsura della loro sete di conoscenza e di autentica e trascendente ispirazione?”

L’immagine raccapricciante di quest’epoca insensata, pregna di relativismo, è la rappresentazione iconografica di un’umanità svuotata da ogni più remoto barlume di passione e di bellezza. Un mondo affollato di anime dannate che, al pari di cavallette fameliche, si agitano impazzite dentro il caos di pensieri schizofrenici, vagando avanti e indietro, senza una meta e una qualsiasi comprensibile ragione, lasciando dietro di loro, morte, dolore, distruzione e sozzura. Tutto questo, ha innescato un processo di necrosi che, dal tessuto sociale, si è esteso all’ambiente tutto, compromettendo irrimediabilmente, ogni auspicabile e radicale riconversione e più remota speranza.

Oggi la “modernità”, in tutte le sue espressioni, è una lista infinita di ipotesi e congetture, mercificate e propagandate, come miracolose e miracolistiche. I risultati sono effimeri e momentanei e, la sua potenzialità distruttiva, é reale e non opinabile. La moderna conoscenza scientifica è una dimostrazione di illusionismo applicato alla realtà, che gioca sulla percezione falsata della gente. I suoi effetti devastanti, sono sotto gli occhi di tutti. L’impossibilità, poi, di poterne comprenderne i significati e le logiche che hanno generato una tale condizione, confermano il nostro livello di inconsapevolezza e di una natura, oramai avulsa da ogni più remota forma di intelligenza e spirito di autoconservazione.
La scienza moderna, l’arte moderna, la cultura moderna e in sintesi, la vita moderna (definite tali in modo da poterne giustificare, aberrazioni, incapacità, irresponsabilità e indolenza, ma più ancora, il confronto con la verità assoluta), sono la metastasi delle società liberticide e relativiste che, nel consumismo fast food e nel profitto ad ogni costo (parametro principe e fine ultimo di ogni azione umana), sono espressione di vuotezza, omologazione e squilibrio.
Gianni Tirelli

La logorrea

23 maggio 2011 1 commento

“LOGORREA” – DISFUNZIONE DEL QUINTO CHAKRA: VISHUDDHA

E’ il CHAKRA della comunicazione, della pace, dell’ascolto, il CHAKRA attraverso il quale inaliamo il primo respiro ed esaliamo l’ultimo. E ‘ il centro della capacità di esprimere l’amore del quarto CHAKRA attraverso la parola lasciando risalire in superficie ciò che si muove in profondità. Esso consente di esprimere i propri sentimenti e di manifestare al mondo esterno il contenuto di tutti gli altri CHAKRA. Regola la comunicazione verbale e non verbale, è la sede del linguaggio e della comunicazione, ma anche dell’ascolto delle voci interiori ed esteriori. E’ attraverso il CHAKRA della gola che esprimiamo tutto ciò che è vivo in noi: il riso, il pianto, il piacere, il dolore, la sicurezza, la paura, l’amore, l’odio, l’indifferenza. Comunicazione e parola sono il ponte tra noi e l’altro attraverso un dialogo aperto che può trasmettere i valori della società e della fiducia. Il quinto CHAKRA consente di esprimere e sviluppare le proprie capacità ed aprirci all’ascolto della guida interiore.
 Si trova nella Sushumna-Nadi nella parte inferiore del collo, è il centro dell’elemento eterico. Parte fisica associata: Plesso nervoso cervicale, Tiroide e paratiroide. La tiroide controlla l’emozione il pensiero e la comunicazione e del potere della voce. Da questo chakra partono 16 Nadi. Forma Simbolica: il cerchio.. Animale simbolico: ELEFANTE A 16 ZANNE. Divinità: SADA- SHIVA E LA DEA SHAKINI. Poteri che si ottengono dall’apertura di questo Chakra: Capacità di udire nel passato presente e futuro, chiaroudienza.


SCHEDA RIASSUNTIVA
 NOME SANCRITO: VISHUDDHA “ PURIFICAZIONE ”
COLLOCAZIONE: E’ situato tra l’avvallamento del collo e la laringe in corrispondenza del plesso laringeo. 
ELEMENTO ASSOCIATO: Etere – Suono. 
SENSO: Udito
 – SIMBOLO: Loto a sedici petali
. COLORE: Azzurro. 
IDENTITA’: Creatività. 
DIRITTO: Parlare. 
DEMONE: Bugie. 
MANTRA: Ham. 
GHIANDOLE ASSOCIATE: Tiroide
E’ situata alla base del collo, nella sua regione anteriore, con annesse quattro piccole ghiandole, le paratiroidi. Gli ormoni della tiroide sono le iodio tironine che accrescono la sintesi delle proteine in tutti i tessuti del corpo condizionandone l’equilibrio metabolico, l’accrescimento somatico e intellettivo, il ritmo cardiaco, lo sviluppo sessuale. La calcitonina è un ormone responsabile del metabolismo del calcio e del fosforo e quindi del tasso di calcio nel sangue. Il paratormone, secreto dalle paratiroidi, regola anch’esso la distribuzione di calcio e fosforo nelle ossa, promuove l’attività di riassorbimento dell’osso, favorisce l’assorbimento dall’ambiente esterno.


MALATTIE: Asma, tosse, raffreddore, mal di gola, raucedine, torcicollo, balbuzie, disturbi alla tiroide, disturbi alla lingua, problemi all’udito.


DISTURBI PSICOLOGICI: Inibizione, umore labile, confusione, disorientamento, rigidità eccessiva, ricorso a continue scuse e giustificazioni, raggiro e falsità.


QUANDO E’ IN ECCESSO: Arroganza, ipocrisia, falsità. Dogmatismo, logorrea, tendenza a spettegolare.


QUANDO E’ BLOCCATO: Timidezza e riservatezza eccessiva, nodo alla gola, voce sforzata quando si tratta di esprimere i pensieri ed i sentimenti più intimi. Balbuzie spiccata. Rigidità – insicurezza nei confronti degli altri, timore del loro giudizio, incertezza. L’unica realtà accettata è quello del mondo materiale. Introversione.


CAUSE DI DISEQUILIBRIO: Genitori autoritari, impositivi, eccessivamente critici. Comunicazioni falsanti e contraddittorie, bugie. Esposizione a violenze verbali e grida continue. Famiglia alcolista o dipendente da sostanze tossiche.





Possiamo dire che queste ghiandole governano la crescita, lo sviluppo, la stabilità della materia corporea, la materializzazione di tessuti e lo sviluppo delle facoltà intellettive, e quindi permettono all’uomo di esprimere la coscienza. Non a caso nella parte più interna della gola si trovano le corde vocali, sede dei suoni e della parola, cioè dell’espressione cosciente dei concetti.
Problemi alla tiroide indicano difficoltà nell’esprimere la propria verità e conseguentemente nel creare la propria vita. Mal di gola, noduli alle corde vocale, laringiti e faringiti ci invitano a essere chiari, onesti e diretti e soprattutto ad avere il coraggio di dire la verità. Come il primo chakra è connesso alla terra dalle gambe che fungono da radici, l’energia del quinto scorre dalla gola lungo le spalle, le braccia e le mani, evocando l’immagine di rami destinati a portare fiori e frutti. Attraverso la gola scorre il suono, le corde vocali fanno vibrare l’aria, nella bocca i suoni si articolano, si trasformano in parole, le parole unificano, informano e trasformano la coscienza. La comunicazione, la possibilità di entrare in contatto gli uni con gli altri attraverso un’onda, una vibrazione e di uscirne modificati, è un profondo mistero. Il mistero dell’Arte, del canto, del suono, della parola, della scultura e della pittura giacciono racchiusi nel chakra della purificazione, dove la materia si proclama simbolo e ascende le sacre altezze dello Spirito.
 Il timbro ed il tono della voce sono manifestazioni delle energie del quinto chakra: tanto più la voce è armonica e rotonda, tanto più questo centro sarà in equilibrio.
Le patologie di tipo psichico che fanno riferimento a Vishuddha, sono tutte riferite alla capacità di comunicare, non solo verso l’esterno, ma anche verso la propria interiorità; e tramite questo chakra che si realizza la comunicazione tra mente e corpo, per cui le cosiddette malattie psicosomatiche possono anche essere riferite in varia misura alla disfunzione di questo chakra.

LOGORREA
La logorrea (dal grzeco λογορροια) è definita come un “flusso eccessivo di parole”; in campo medico si riferisce ai discorsi incoerenti causati da alcuni tipi di malattie mentali, come le manie.
In senso non medico la logorrea è un tipo di verbosità , conosciuta anche come diarrea verbale, che fa uso di parole superflue o ricercate per trasformare un messaggio da semplice ad intellettuale.
La logorrea è un disordine del linguaggio presente, in una grande varietà di malattie neurologiche e psichiatriche, inclusa l’afasia, lesioni corticali del talamo o, più frequentemente, schizofrenia e catatonia.
Un esempio di logorrea è il parlare o mugugnare in maniera monotona, sia con altri sia con se stessi. Può verificarsi la ripetizione di particolari parole o frasi, spesso incoerenti.
“Essere costretti ad interagire con un soggetto affetto da logorrea può rivelarsi un’esperienza a dir poco micidiale, specialmente se l’individuo in questione rientra nella nefasta cerchia degli pseudoletterati che traggono una soddisfazione affine a quella ottenibile durante il culmine dell’atto sessuale nell’ammorbare il proprio interlocutore mediante l’utilizzo di un linguaggio arcaicizzante comunemente caratterizzato da espressioni verbali inusitate se non del tutto defunte e generalmente accompagnato da avverbi derivati da forme aggettivali e contorte sequenze di termini mutuati ad uno o più linguaggi specialistici, con l’unico scopo di generare una solida confusione in coloro che futilmente tentano di percorrere il cammino logico del messaggio che, invece di procedere secondo la linea retta tracciata dalla frase principale, si perde nei labirintici meandri di incidentali e frasi secondarie che si dipanano da essa dando forma a quello che ad un impatto iniziale potrebbe sembrare un catastrofico effetto domino ma che ben presto si rivela una sapiente trappola metalinguistica affine ad un tunnel senza sbocchi verso l’esterno, che però la vittima non riesce a percepire perché nascosta da abili cesellature.”

Iil dottor Flanderson fu il primo a diagnosticare quella che poi sarà riconosciuta a livello internazionale come logorrea Flanderson. La logorrea Flanderson si presenta come un flusso ininterrotto e ininterrompibile di parole, con il soggetto che continua a parlare in evidente stato catatonico senza che ci sia la possibilità di fermarlo, se non con una badilata in test!. La maggior parte degli studiosi hanno attribuito tale tipo di comportamento a semplici episodi di demenza o autismo.

“La vera guarigione può essere ottenuta dal bene che prende il posto del male, dalla luce che prende il posto del buio…La malattia compare quando c’è disarmonia in noi stessi…tra il nostro essere mortale e la divinità che è in noi…” ( Edward Bach da “Libera te stesso”)

I fiori di Bach sono 38 “essenze” scoperte dal medico Inglese Edward Bach (1886-1936), che riequilibrando lo stato energetico e la disarmonia emotiva della persona, sono in grado di contribuire alla guarigione di molte malattie e senza sostituirsi alla medicina ufficiale, sono di questa un valido complemento.
La malattia nel suo significato più profondo non e’ solo un insieme di sintomi, ma e’ il risultato di un nostro conflitto interiore e solo quando raggiungiamo l’armonia tra la nostra parte mortale e quella spirituale, ritroviamo il nostro stato di salute. Lo scopo, della malattia, non è quello di punirci, ma di farci capire che qualunque errore noi facciamo, questo si ripercuote su di noi, causandoci infelicità, sconforto, depressione, insicurezza, rabbia…e tutte queste emozioni negative sono alla base del nostro stato di disagio interiore e di mal-d’essere.

“La cura di una parte del corpo, non dovrebbe essere intrapresa senza il trattamento del tutto. Quindi affinchè la testa ed il corpo stiano bene , dovete iniziare a curare la mente, cioè la prima cosa” . (Platone )

Le cause della logorrea non sono ancora state completamente chiarite, ma sembrano essere localizzate in alcune strutture del lobo frontale associate al linguaggio.
La Logorrea consiste in un “flusso eccessivo di parole” ed è una delle patologie più gravi fra quelle esistenti. Essa nella sua forma più elevata è estremamente pericolosa, non per colui che ne è affetto bensì per gli amici e per quelli che vi dialogano

Il temine “logorrea” vuol dire appunto cagarella di parole (dal greco “logos”, parola, e dall’Avellinese antico “Diarrea”, cagarella).


Un malato di logorrea è capace di parlare incessantemente per ore ed ore senza accorgersi di massacrare i coglioni ai poveri individui che lo circondano. Quindi, purtroppo, un logorroico, non sa di essere malato e non si rende conto del male che può provocare agli altri la sua eccessiva e maniacale loquacità. 
Subire un discorso di un logorroico può indurre alcuni sintomi come sonnolenza, depressione, disperazione, follia omicida, auto-tortura e suicidio. 
I logorroici generalmente preferiscono parlare anziché scrivere, ma se dovessero mettere nero su bianco ciò che la loro mente produce, stilerebbero un intera opera machiavellica di discorsi, anche insensati e ripetuti, composti da parole senza l’ombra di punteggiatura.


La logorrea si può manifestare in forme leggere, come quelli che parlano senza fermarsi solamente con chi conoscono e non più di 45 minuti, o in forme più gravi, come ad esempio il caso in cui l’individuo parla incessantemente per ore, senza fermarsi neanche per un cripto-secondo, con chiunque gli capiti sotto tiro. Nelle forme più pesanti il logorroico continua a parlare (da solo) anche quando colui che lo ascoltava è scappato disperato almeno da mezz’ora. 

L’eccessiva loquacità, può essere un tratto riscontrabile in soggetti sostanzialmente normali, significando vissuti di insicurezza o particolari stati di tensione emotiva. La logorrea può costituire un comportamento verbale patologico che indica un flusso abnormemente accelerato dei processi ideativi, la cui incalzante produzione provoca una disorganizzazione dei nessi associativi. Il linguaggio risulta, in tal caso, associato a una mimica esuberante, mutevole, per quanto riguarda i temi, fino a divenire incoerente e incomprensibile. Per tanto la logorrea è tipica del disturbo maniacale, ma si riscontra anche nella schizofrenia e in alcuni stati confusionali. Si riscontra inoltre nelle intossicazioni da alcool, cannabis, da amfetamine e da allucinogeni.
I sintomi tipici della “Mania”sono: l’innalzamento immotivato dell’umore, l’irritabilità eccessiva e ingiustificata, il diminuito bisogno di sonno, l’avere molte idee nella testa che si succedono rapidamente, le idee di grandezza, di ipervalutazione di sé, fino al delirio megalomanico – la logorrea (cioè l’eloquio eccessivo ed incontenibile), autostima ipertrofica, aumento del desiderio e dell’attività sessuale, l’aumento dell’energia con aumento delle iniziative (spesso non adeguatamente valutate nelle loro conseguenze), la riduzione della capacità di critica e di giudizio, i comportamenti sociali inadeguati e/o pericolosi.

Proprietà e benefici del fiore “dell’ipocastano bianco”

Questo fiore, è un rimedio prezioso per coloro che si sono impallati, che hanno logorrea mentale, che sono entrati in un “loop”.

Questo soggetto, non è lucido e neanche obiettivo, anzi spesso è assente e poco concentrato, non trova la soluzione ai problemi, rimugina pensieri che gli sottraggono utili energie. Ha le labbra in movimento: discute con se stesso continuamente e con gli altri. Ha tensione al volto e alla fronte, un’andatura instabile e muscolatura contratta. Nella comunicazione si ripete di frequente ed è spesso stanco perché imprigionato dal suo mentale “scimmiesco”. La sua testa è come una stanza con l’eco: cogita senza tregua. Pensa e parla con se stesso continuamente senza una direzione chiara: disordine, confusione. I benefici di questo fiore, sono di trasformare la mente, aprendo la porta alla pace e al silenzio mentale, permettendo al pensiero di ritrovare la sua funzione naturale, in equilibrio, al servizio dell’unità psicofisica della persona. Infine, aiuta a fare chiarezza nella mente evitando monologhi continui e poco proficui.

Emozioni iniziali-inibite (prima di prendere il fiore):
“Non riesco proprio a non pensarci”. Ruminazione mentale continua, pensieri persistenti quasi ossessivi.
Emozioni evolutive-sciolte (dopo aver assunto il fiore):
Silenzio e chiarezza della mente, lucidità, visione positiva con fiducia e pace.

Il fiore dell’ipocastano bianco, è indicato alle persone prigioniere dei loro stessi pensieri, che ripensano ossessivamente a un accaduto specifico.
Questo rimedio è fortemente indicato per coloro che sono tormentati da pensieri insistenti e girano intorno a questi come se fosse un cerchio. Infatti, in questi caratteri è facile riscontrare casi di insonnia, in cui si pensa e si ripensa alle stesse cose e non si riesce a prendere sonno, o quando non ci si riesce a rilassarsi durante un atto sessuale perché la testa è da un’altra parte. Possono soffrire di, stress, ma di testa di origine tensiva e disturbi d’ansia, con atteggiamenti ossessivo-compulsivi, sudorazione, vertigini.
Da una ricerca in rete, Gianni Tirelli

La fine del mondo in diretta TV – Le ragioni dei Maya-

21 aprile 2011 Lascia un commento

“Il pianeta soffre e gioisce, si rasserena e si spaventa, perdona e grida vendetta” Come qualsiasi cellula pulsante, reagisce agli attacchi esterni che intendono violare, profanare e destabilizzare la sua natura, fino a riconoscere la causa per poi, in seguito, sopprimerla”

Inciso

Ci vuole etica nei comportamenti, senza la quale non può esistere la vita. La nostra esistenza è l’estensione dell’impianto etico e non il contrario. Prima fu l’etica e poi, la vita che conosciamo, in tutte le sue forme. La fine prossima e imminente delle società moderne (e degli effetti apocalittici sugli individui), è il logico e conseguente effetto innescato dalla scomparsa dei principi etici, regolatori e sentinelle di quel sofisticato meccanismo di pesi e contrappesi che, da sempre, armonizzava un TUTTO, con il resto dell’universo.
La perdita di punti di riferimento, il disastro ambientale, la deriva morale, la contraffazione della realtà, la violazione, la mistificazione, la paura e il tormento psichico, sono indice di un’umanità svuotata dalla sua originaria natura e significato. Tutto ciò che è stato privato della sua vera essenza, presto o tardi, si auto-estinguerà.
Davanti ad un tale olocausto di valori e di principi, gli spiriti protettori di ogni forma vivente hanno battuto in ritirata, lasciando l’uomo, solo per sempre.
Per questi motivi, ogni capacità di giudizio, è stata definitivamente rimossa. Gli uomini non sanno più distinguere il giusto dall’iniquo, la verità dalla menzogna, l’ambrosia dal veleno.
Quella che crediamo sia la nostra conoscenza (del tutto incapace di attingere ad una realtà oggettiva e assoluta), è la risultante di un relativismo perverso le cui metastasi hanno, irrimediabilmente compromesso ogni più remota possibilità di riscatto.
Lo spirito che dimora dentro ogni cosa visibile e non, è l’espressione della fertilità e dell’energia cosciente, in assenza delle quali, non c’é che illusione, follia e caos.
Lo spirito dell’uomo, interagisce e, in genere, simpatizza con tutti gli altri spiriti del creato, ma in modo particolare e costante, con gli spiriti della terra, delle acque, degli alberi e delle erbe.
E’ una vera e propria simbiosi; uno scambio mutualistico, attraverso il quale si nutrono, si evolvono e si moltiplicano.
Quella che, oggi, definiamo una “depressione”, in sintesi, non è altro che il drammatico scollamento che, la “modernità”, ha prodotto fra l’uomo e la natura e quindi, fra le varie e infinite entità spirituali.
Il futuro dell’umanità, è stato divorato dalla voracità di un presente ipertrofico che, come un buco nero, travolge nel suo vortice le nostre esistenze.
Proprio in ragione di queste mie ultime considerazioni, posso affermare, con la certezza e il disincanto di chi ancora sa interpretare i segnali del cielo, ascoltare il tormento straziante degli spiriti della terra e le loro promesse di vendetta, che la fine di questo mondo, come tale, è oramai prossima.

Le ragioni dei maya.

Non so dire se esista un collegamento, un parallelo o un’interazione fra la mia previsione e quella dei maya, ma è singolare e straordinario che si determino e coincidano nello stesso spazio temporale e con una precisione che è, a dir poco, disarmante.
Vorrei iniziare col dire che il calendario Maya, redatto da sacerdoti in veste di astronomi, filosofi e scienziati, è talmente preciso, che l’eclissi solare dell’11 agosto 1999 si è verificata con 33 secondi di ritardo rispetto al tempo previsto dai Maya – previsione fatta intorno al 3.000 a.C.!
Non è corretto parlare di profezie Maya, ma delle previsioni, delle descrizioni di ciò che sta avvenendo, e non di ciò che avverrà; è l’evoluzione (cammino, percorso) dell’uomo, che si sviluppa e muta dentro un ciclo che inizia e che poi finisce, per dare l’avvio a un nuovo ciclo che, in seguito, tramonterà. E’ il cadenzare armonioso e perfetto delle logiche e delle regole imperiture e imperscrutabili che, fin dall’alba dei tempi, immutabili, consacrano le ragioni, di quel Mistero Infinito che, solo le menti superiori di un tempo remoto, congiunte a una passione ascetica, erano in grado di codificare.
Secondo le previsioni maya, già dal 1992 l’umanità vive nell’ultimo Katun (cioè gli ultimi 20 anni) – un tempo molto importante, perché è il tempo della conclusione del ciclo – il termine dei famosi 25.625 anni, che coincide con la fine di un’epoca e non con la fine del mondo. Questo ultimo tempo di 20 anni, viene chiamato (dai Maya) “il tempo del non tempo” – quello spazio crepuscolare in cui non è giorno e non é notte, ma é prima dell’alba.
Nel calendario maya, ciascun ciclo del Lungo computo temporale, corrisponde ad un’era del mondo; il passaggio da un’era all’altra è segnato da catastrofi e distruzioni. Il ciclo, attualmente in corso, ha avuto inizio il 6 settembre del 3114 avanti Cristo ed è molto vicino al termine: il nuovo ciclo inizierà appunto il 22 dicembre del 2012. Sabato 21 dicembre sarà dunque, l’ultimo giorno del vecchio ciclo, e questo il motivo e le ragioni, di tanta preoccupazione e apprensione. Lo scopo principale del calendario, non era quello di stabilire con precisione le date degli avvenimenti (profezie), ma di raccordare le azioni degli uomini e dei capi Maya, con tutto il movimento dell’universo. L’azione doveva fondersi e armonizzare con l’equilibrio universale e le decisioni dei Re, sincronizzarsi con i ritmi cosmici. L’equilibrio era alla base di ogni decisione e relativo ai movimenti riportati nel calendario.

La nostra epoca moderna (partorita dai fumi necrofili e necrotizzanti della rivoluzione industriale), momento storico, pervaso di odio, di paura e di schiavitù (materiale e psicologica), terminerà quando finirà l’ultimo Katun e, precisamente: sabato 22 dicembre 2012. Entro questa data dobbiamo fare in modo di ritornare ad essere uomini pensanti e consapevoli. L’uomo dovrà rivoluzionare se stesso, il proprio pensiero e riaccordarsi a quel ritmo cosmico sincrono, per mettersi a passo con l’armonia dell’universo. Dovrà comprendere che il tutto è vivo e che egli, è parte del tutto, nonostante l’impresa (visti i presupposti) appaia inattuabile e impraticabile.
Oggi, il nostro pianeta é simile a un infinito campo minato, disseminato di bombe atomiche e centrali nucleari –armi batteriologiche e chimiche – raggi laser e chissà quali altre migliaia di diavolerie tecnologiche. La possibilità che questo luna park dell’orrore (presto o tardi e per i motivi più stupidi e banali) possa esplodere, è una circostanza reale. Sommata poi, a tutta quella montagna di nefandezze e contaminazioni che, quotidianamente, minano la nostra esistenza, viene comprensibile e ragionevole pensare come, questa “profezia”, o meglio, questo computo temporale dei Maya, abbia così suggestionato e allarmato gli uomini di oggi. Se i maya, avessero anticipato di solo di cent’anni prima, le loro previsioni (1912 -un batter di ciglia nella storia dell’universo), nessun uomo del tempo, le avrebbe mai prese per attendibili, ritenendole farneticanti e prive di qualsiasi fondamento. Ma nell’arco di un solo secolo, i Fanatici della Rivoluzione Industriale, sono stati in grado di produrre un tale scempio e orrore, da dovere interpretare quella profezia come un atto dovuto; evento catartico, di purificazione e di espiazione, auspicabile e necessario. I cicli, dunque, si devono chiudere, in virtù di logiche e regole, che esulano dalla nostra capacità di comprensione e portata, in netta antitesi con la visione egocentrica dell’uomo di questo secolo, che ha tradito ogni buon senso e impulso creativo e rigeneratore. In verità, ci siamo già, dentro la catastrofe, al centro di un’esplosione senza precedenti che azzererà, per sempre, la storia/non storia, dell’era tecnologica, atea e pagana. Tutti noi, oggi, in virtù della tecnologia, potremo assistere alla totale distruzione del pianeta, in tempo reale, standocene comodamente seduti nel salotto di casa, con un cellulare nella mano destra, e una merendina velenosa nella sinistra.

LE CAUSE


L’Energia profonda che ci ostiniamo (contro ogni logica) ad estrarre dal sottosuolo, è di natura maligna e quindi distruttiva. L’Energia Alta, è di natura divina: creatrice e salvifica. I maya avevano sviluppato la conoscenza pura, attraverso le arti (ormai estinte) dell’osservazione didattica, della contemplazione trascende e dell’intuizione profetica. Come tante altre, illuminate civiltà passate, erano tesi all’espansione spirituale e universale verso fuori, dalla quale attingevano forza, ingegno e la consapevolezza della necessità della morte, come momento di congiunzione con l’infinito. L’inferno quotidiano che, oggi, sta divorando i residui barlumi di felicità e di speranza di un’umanità smarrita (defraudata da ogni principio etico e morale e avvolta dalle tenebre di una persistente paura esistenziale), è l’ovvia conseguenza indotta dal superamento dei ragionevoli limiti, oltre i quali, ogni felicità e conoscenza trasfigurano in follia e paura. Questa subdola “modernità “ne è la conferma inopinabile – la prova del nove che prescinde da ogni altra considerazione. Petrolio, gas, carbone e minerali/materiali radioattivi che, come in preda ad un’arsura nevrotica, abbiamo sottratto (senza sosta), al sottosuolo terrestre, sono la rappresentazione iconografica della nostra Fine, in cambio della quale abbiamo barattato la nostra anima e il futuro delle nuove generazioni.
Abbiamo scoperchiato il “vaso di Pandora” e liberato quella maledetta energia che, la Volontà creatrice aveva, da sempre, sotterrato e imprigionato sotto i nostri piedi. Così ogni cosa è stata contaminata e violata; ogni acqua, ogni terra, ogni aria e ogni filo d’erba. Il cuore dell’uomo si è incenerito sotto la luce rovente della modernità e, le passioni, i sogni, i sentimenti, atmosfere ed emozioni, si sono dissolte come fumo nel vento. Avremmo dovuto rivolgere il nostro sguardo al cielo, sull’esempio delle grandi e profetiche civiltà del passato, e seguirne il cammino intrapreso, con la necessaria umiltà, deferenza e il dovuto timore.
La Rivoluzione Industriale, si è presto trasformata in una rovente fucina dove, Satana in persona, a forgiato a sua immagine e somiglianza, l’originaria natura umana, depotenziandola da ogni slancio creativo e passionale.
I maya, che avevano elaborato sistemi matematici piuttosto semplici ma realistici, (osservando l’universo, interpretando i segnali della terra, confrontandoli e comparandoli con i dati relativi al loro passato), offrivano sicuri risultati profetici. Da una parte c’e “L’UOMO” intento a manipolare e codificare a proprio piacimento cio’ che lo circonda, nel vano tentativo di sottomettere la natura terrestre, dall’altro ci sono le leggi universali (per noi lettera morta), ma che i Maya evidentemente studiavano e, sicuramente, comprendevano.
I detrattori delle “teorie della Fine”, sono gli stessi che la Fine l’hanno prodotta, sostenuti da una moltitudine di allocchi, abbagliati dalle subdole lusinghe di una “modernità” che prometteva potere, denaro, vizio, perversione e immortalità. Io che, da lungo tempo, interpreto i segnali allarmanti e i sempre più ricorrenti scricchiolii del Sistema Bestia, non che il diramarsi di tutte le sue metastasi sul tessuto connettivo sociale so, con la matematica certezza che é propria della logica elementare, che siamo prossimi ad un evento catastrofico di portata planetaria. Imputare tutto ciò a cause naturali, come, terremoti, eruzioni vulcaniche, maremoti o inondazioni bibliche, sinceramente, non lo posso sostenere. Ma se avessimo l’onestà, la consapevolezza e il rigore morale, per riconoscere tutte le atrocità inferte dall’uomo moderno alla madre terra, in questi due secoli, non ci sarebbe da stupirsi. Il pianeta è vivo; ha una sua anima e un suo cuore – una coscienza e un suo onore da preservare. Il pianeta soffre e gioisce, si rasserena e si spaventa, perdona e grida vendetta. Come qualsiasi cellula pulsante, reagisce agli attacchi esterni che intendono violare, profanare e destabilizzare la sua natura, fino a riconoscere la causa per poi, in seguito, sopprimerla. Per tutto questo, l’ipotesi di un collasso terrestre, è più che probabile. La terra e’ un tutt’uno con l’universo “visibile, ed invisibile e, ogni cosa, interagisce con il resto, secondo il principio di “causa effetto”. Questo principio non si applica solo alle leggi della fisica, ma anche alla sequenza di azioni e situazioni che costellano la nostra vita. Per tanto, la nostra situazione attuale, dipende dalle cause che abbiamo posto nel passato, così, come dalle cause che poniamo nel presente, dipenderà la nostra situazione futura. Naturalmente, il risultato della nostra attuale condizione non sarà solo relativo a ciò che noi abbiamo fatto in passato, ma anche dipendente da ciò che altri hanno fatto. I comportamenti degli altri, dunque, sono condizionati dai nostri – da quelli di tutti noi. In breve, siamo il riflesso di ciò che siamo stati e, dal nostro presente, dipenderà il nostro futuro. Se intendiamo riparare ad una azione negativa del passato, dovremmo domandarci cosa possiamo fare ora, sia per correggere la situazione creata, sia per migliorare le nostre azioni future. Il presente, dunque, è il nostro terreno di coltura, dove mettere a dimora gli insegnamenti del passato per poi raccogliere i frutti, del prossimo futuro. Modificando il nostro pensiero, l’atteggiamento e, quindi, le nostre azioni, l’ambiente che ci circonda, si adeguerà a sua volta.
Se proviamo ad immaginare la profezia dei maya, attualizzandola, la prima cosa che viene in mente è il global warming: innalzamento degli oceani. C’è chi crede che l’acqua sommergerà il mondo, per via di quel nuovo quinto elemento sprigionato dagli esperimenti del Large Hadron Collider che, guarda caso, stanno per iniziare a Ginevra, e che saranno pienamente effettivi proprio intorno al 2012.
Sono in molti, oggi, a non credere alla possibilità che, la terra stia per collassare. Una seconda categoria di fanatici e cultori di profezie, al contrario, è convinta della prossima fine del mondo (apocalisse). Quelli come me, un’estrema minoranza di osservatori sereni e disincantati sanno, con matematica certezza che, presto, il sistema Liberista Relativista imploderà su se stesso e, dolore, follia e morte, si spartiranno questa terra. Una quarta e affollata categoria, che chiamerei, di androidi zombeggianti (diversamente da tutte le altre), vive la realtà, come una sorta di moderno paradiso terrestre, condividendone ogni mostruosità, e respirandone ogni fetore. Sono gli stessi che hanno prodotto la fine.
Gianni Tirelli

Nel ritorno al passato la speranza di un futuro

24 marzo 2011 Lascia un commento

Alla devastazione del terremoto e dell’onda tsunami, vanno poi sommati tutti quei danni (mai considerati e relativi all’inquinamento marino), prodotti dai milioni di tonnellate di una serie infinita di materiali tossici e non degradabili che finiscono in mare, trascinati ed inghiottiti dalle onde di risacca. La plastica non si bio-degrada ma si foto-degrada – si scompone in sempre piú piccole particelle tossiche che automaticamente entrano nella catena alimentare, come parte del cibo ingerito dagli organismi marini. Ai danni incalcolabili, provocati dalla distruzione e, agli oneri, altrettanto esorbitanti della ricostruzione, vanno aggiunti i costi di bonifica, del territorio devastato e, i relativi al disastro ambientale. Per non parlare poi dei danni morali, psicologici ed esistenziali che, come un macigno, graveranno, per generazioni, nella memoria e sull’inconscio della gente. La possibilità, non remota, che una tale tragedia si possa ripetere, li costringerà a vivere in uno stato di allerta perenne e di paura, difficilmente riassorbibili e che condizioneranno ogni tipo di scelta, che sia pratica o emotiva. Si, è vero, in tanti hanno perso tutto ma, sorge il dubbio che, molti avessero troppo di tutto e nulla di . Ha perso poco chi non aveva niente e, per un tale motivo, ha poco da rimpiangere. Quella devastazione ricoperta di neve e resa ancor più tetra dal silenzio raggelante della fine, mi riportano alle immagini del nazismo dove, l’angoscia prodotta da uno scenario infernale, è resa ancora più apocalittica dall’assenza di fuoco. Atmosfere surreali, permeate di un dolore così profondo, a tal punto incomprensibile e indicibile, da paralizzare ogni moto di coscienza, emozione e capacità di giudizio critico. Com’è possibile che un popolo, messo in ginocchio dalla bomba atomica e che, fino a ieri, è vissuto nell’incubo delle radiazioni, abbia concentrato il suo approvvigionamento energetico sulle centrali nucleari? Esorcizzare la paura, dando ospitalità al Diavolo in persona, è indicativo di follia pura, applicata alla realtà, e ci consegna uno spaccato inquietante di una “modernità canaglia” che ha anteposto il primato tecnologico e la stupidità, al buon senso e alla ragionevolezza. Come possiamo minimamente pensare, di potere imprigionare la potenza del male, dentro quattro muri di cemento, per poi ricavarne energia pulita? Cosa c’è di pulito quando poi, tutto intorno, una montagna di sterco radioattivo rilasciato dall’immondo culo di Satana, contamina e brucia ogni speranza di vita e di felicità?
Abbiamo concepito un mondo di orrore, intriso di dolore e di morte, costruito sulle sabbie mobile della nostra presunzione, dell’arroganza e di un’effimera vanità – chiamato conoscenza la profanazione e la violazione, libertà la licenza e, progresso e sviluppo, la catastrofe ambientale. La vendetta della Madre Terra, presto, si renderà palese in tutta la sua potenza, violenza e crudeltà, senza sconti, per sancire, ancora una volta, la sua volontà trascendente e la logica suprema delle sue imperiture ragioni. Tutte le centrali nucleari al mondo, per un motivo o per un altro e, causa le interazioni impreviste o predestinate di fattori che esulano dalla nostra capacità di analisi, logica e di comprensione, sono destinate ad esplodere. Soltanto un secolo fa, lo stesso terremoto, sarebbe stato vissuto dal popolo del Giappone, come una grande paura e, segno di una potenza e di un volere soprannaturale, volto ad ammonire gli uomini da imprudenti voli pindarici, rammentandoci provvisorietà e limiti. Certo, si sarebbero contate vittime, umane e animali, disagi, la distruzione di villaggi, case di legno e coltivazioni, ma tutto nella norma e tutto ricomponibile come all’origine. Con quale animo e coraggio, oggi, i giapponesi, si avviano alla ricostruzione? Una tale “lezione”, dovrebbe indurli a ripensare ad un diverso progetto di sviluppo, autenticamente sostenibile, fondamentalmente etico e rigorosamente rispettoso dell’ambiente e, a rivedere i presupposti, i perché e le convinzioni che li hanno indotti a tali insensate scelte.
Le grandi concentrazioni urbane – sulla linea di Hong Kong – sono destinate alla paralisi e al rischio di implosione. Se non riconvertiamo il Sistema liberista necrofilo, in un modello di sviluppo più attinente all’originaria natura umana e, ai suoi bisogni primari ed essenziali, non vedremo nessuna luce oltre quel muro, di vergogne e di menzogne tecnologiche che, da troppo tempo, oscura il futuro dei nostri figli. Non è la tragedia giapponese che ci deve fare riflettere sulla validità o meno, dei nostri comportamenti, ma la quotidianità caotica, maleodorante e irrespirabile che ci sommerge, annullando in noi, ogni motivo di vera felicità e di libertà. Il Giappone, deve trarre, da questa immane calamità, le ragioni per una nuova e ritrovata consapevolezza, abbandonando la corsa ad ogni effimero primato tecnologico. E’ finito il tempo di grattacieli luccicanti e sfavillanti, di metropolitane super veloci e di milioni di luminarie che, eternamente, oscurano il cielo. Quando la terra era piatta, il buio governava le notti, e meravigliose creature di altri mondi scendevano sulla terra per abitare i sogni degli uomini. Oggi, accecati dalla luce rovente della modernità, ci hanno lasciati soli per sempre, svuotandoci da ogni passione. Ed é nel sentimento della passione, che attingiamo le risposte ai nostri interrogativi e, senza la quale, non può esistere alcuna forma di vita, essendo, la nostra esistenza, una sua estensione. Il frenetico adoperarsi di api e formiche, nel loro instancabile e incessante andirivieni strutturato da regole ferree e codici etici, è l’espressione di una volontà e di un’intelligenza superiore che attingono la loro energia nel sentimento della passione. Oggi, non siamo che termiti!
Gli stessi “schiavi” d’Egitto, innalzarono le piramidi sotto la spinta propulsiva di una smisurata passione. E non era il denaro, il potere e la vanità, lo spartiacque fra la gioia e il dolore, fra la vita e la morte e fra la bellezza e l’orrore, ma quella capacità di amare e di sperare che, da sempre, avevano contraddistinto gli individui delle civiltà del passato – un mondo perfetto, messo a tacere per sempre, dalla stupidità dell’uomo moderno.
La passione deterge, purifica, rigenera, forgia la volontà ed è messaggera di bellezza – trascende ogni debolezza e paura, per dare forma e contenuto alle aspirazioni umane, suggerendo all’uomo, il significato della vita.
“Quale passione, oggi, arde nel cuore di quest’uomo? Quale spirito divino alberga nella sua anima? Da quale pozzo, misura il livello della sua felicità e, l’acqua di quale torrente, ristora e placa l’arsura della sua sete di conoscenza?”
L’immagine raccapricciante di quest’epoca insensata, pregna di relativismo, è la rappresentazione iconografica di un’umanità svuotata da ogni più remoto barlume di passione e di bellezza. Un mondo affollato di anime dannate che, al pari di cavallette fameliche, si agitano impazzite dentro il caos di pensieri schizofrenici, vagando avanti e indietro, senza una meta e una qualsiasi comprensibile ragione, lasciando dietro di loro, morte, dolore e distruzione. Tutto questo, ha innescato un processo di necrosi che, dal tessuto sociale, si è esteso all’ambiente tutto, compromettendo irrimediabilmente, ogni auspicabile e radicale riconversione e più remota speranza.
Per tanto, non esiste una via di uscita da una tale condizione! E’ partito il conto alla rovescia e, il Sistema, come una bomba ad orologeria, è sul punto di esplodere. Gli individui, della società delle illusioni, ricurvi sulle loro debolezze, paure e, incapaci di qualsiasi rinuncia, si sono resi responsabili e complici di quell’immane tragedia che segnerà un punto di svolta radicale e di non ritorno, nella storia dell’umanità.
Sentire ancora oggi, parlare di ricerca, di crescita, di sviluppo e, delle semplificazioni relative al fare impresa, come le inderogabili soluzioni alla crisi, è come rendere libera la pesca, epurando il suo regolamento da, licenze, normative e divieti, ben sapendo che di pesci nel mare, non ce ne sono più. E non solo di pesci!!
Gianni Tirelli

La libertà è in vendita

1 dicembre 2010 Lascia un commento

Per il Presidente del Consiglio, la libertà, si esprime nell’esasperata necessità di rimuovere dentro e fuori di se, tutto ciò che, di scomodo o incomprensibile (sia sul piano culturale che emotivo), tormenta la sua mente infantile. Per tale scopo, fa uso di tutti i mezzi e i modi possibili, surclassando ogni limite etico e deontologico. È una vera e propria forma di paranoia lacerante, aggravata da assillante frustrazione. Il signore in questione, nella totale assenza di scrupoli e rimorsi di coscienza, insiste e persiste, in questa pratica collaudata che, in ogni occasione, spaccia con la forza, e l’enfasi di sempre, sicuro del risultato che otterrà. “Forza Italia, la casa delle libertà, il popolo delle libertà, i circoli della libertà e, ultimi, i team della libertà” fanno parte di un ritornello monotematico, riconducibile più alla visione idealista e patriottica di un eroe della resistenza, che ad un imprenditore senza scrupoli, al potere. Lo scaltro piazzista, privo della più remota forma di intelligenza e di buon senso, si avvale di questa becera operazione di marketing, allo scopo di fa presa sulle persone vuote, senza contenuti reali, avulse da principi e valori e, tanto meno, da ideali. Dentro il caos delle loro congetture, intravedono una rivalsa al loro stato di ignavia cronica, corroborata da una visibilità insperata. Il Grande Pifferaio, incarna l’espressione più alta del relativismo che, nella furbizia al potere, raggiunge l’apice della contraffazione dell’intelligenza. Non avendo alcun senso del pudore, si accampa la proprietà di una libertà che, altri, hanno conquistato, col sangue, sacrificio e rinuncia, sbandierandola, poi, come il risultato di una sua personale lotta privata. In questo modo, nega la resistenza partigiana, disertando ricorrenze e commemorazioni. Si rivolge all’opposizione di governo e ai suoi elettori, chiamandoli comunisti e coglioni, e non ha mai speso una sola parola di condanna contro l’infame ventennio fascista, e lo sterminio degli ebrei. Il piccolo Duce, nega la nostra storia e ritratta in tempo reale le farneticazioni di un minuto prima, accusando poi, i suoi detrattori, di avere stravolto il loro significato o, macchiandoli di impostura, per non averle mai dette. L’automatismo di difesa che lo porta a relativizzare il concetto di verità, è sconcertante. È una pratica costante, affinata nel tempo, collaudata e sperimentata e divenuta poi, carattere dominante della sua personalità. La differenza tra ciò che è giusto e ciò che non lo è, non è, per il soggetto in causa, di alcuna rilevanza etica e morale, ma relativa allo scopo prefissato. Per questo signore, non esiste nessuna differenza tra la libertà e un prodotto da banco. No! È sufficiente un bel contenitore patinato, uno slogan mirato e poi, via con la propaganda. Come non essere d’accordo con lo psicanalista Mancia, quando lo invita a curarsi?

Per quanto mi riguarda, un personaggio del genere, e così pericoloso, andrebbe internato. La portata di fuoco della sua protervia, interviene sulla psiche degli individui più instabili, ed é supportata da un’incursione mediatica devastante, intrisa del fetore (anestetizzante) di bordello, che trasuda dalle sue televisioni. Dopo il suo ingresso in politica (e questi sono fatti), il nostro paese si è spaccato in uno scontro ideologico senza pari, con gravi ripercussioni sull’economia, portando l’Italia, dentro una profonda stagnazione e, ancora più grave, verso una deriva culturale e morale, mai raggiunta prima. Le responsabilità in questa brutta faccenda, sono gravissime, e non ne sono esenti i servi e i ruffiani che, soggiogati dalla malafede e dall’ipocrisia, l’hanno sostenuta a spada tratta.
Gianni Tirelli

Le anime infernali di questo secolo

27 novembre 2010 Lascia un commento

C’è ancora troppa gente che, per ignoranza, approssimazione, malafede, interesse di parte, interpreta la figura dell’’uomo di potere, come requisito di intelligenza, sacrificio, conoscenza e buon senso. Oggi, questa equazione, da un risultato diametralmente opposto, coniugando il potere con l’infamità, la menzogna, il populismo e la schiavitù. Il potere mediatico di questi nuovi baroni dell’ultra liberismo, sponsorizza una vocazione confessionale e autoritaria, al solo scopo di riempire i vuoti di coscienza degli individui amorfi, e finalizzata all’opportunismo e al raggiro. Gli amorfi, momentaneamente coccolati dalle lusinghe di un tale potere, ubbidiscono ad ogni nuovo ordine del padrone, sostenendo ad oltranza ogni sua tesi e assimilandola come propria – nella loro veste di missionari della verità e della libertà ma, in realtà, privi di qualsiasi tipo di iniziativa, oltre alla continua pratica svolta ad acclamare, Chiesa e potere economico. Per semplice logica, Chiesa e potere economico (di opposto segno) dovrebbero naturalmente respingersi ma, nella realtà, si attraggono. Alla luce dei fatti, nessun segno distintivo li caratterizza, ma tendono ad inglobare (fagocitare) tutto ciò che sostenga menzogna e profitto. Questa convergenza ideologica di principi apparentemente inconciliabili, contribuisce al consolidamento di un tale potere, capace di condizionare, con risultati sorprendenti, le scelte politiche etiche e di valori della società amorfa. Se artisti e intellettuali, quelli che la cultura la producono e la praticano (per fare un esempio), si oppongono all’accanimento terapeutico, la società degli amorfi in virtù della sindrome, del “bastian contrario”, si schierano dalla parte opposta, affermando così una nuova cultura: quella dell’acqua sporca. Sulla base di quanto sopra esposto, questi personaggi al potere, che hanno fatto della menzogna, del servilismo, illegalità e criminalità, il loro stile di vita, in realtà sono mandanti delle stragi dei civili iracheni e responsabili dei morti di Nassirya.
Sono quelli della castrazione chimica e della xenofobia. Sono i cattolici divorziati e abortisti – imprenditori inquinatori, prelati pedofili, espiantatori di organi di contrabbando. Sono gli stessi poi che demonizzano la morte e sbandierano il diritto alla vita, macabro vessillo teso ad esorcizzare la paura di una esistenza vuota e priva di alcun contenuto che, nella promessa di immortalità, elude ogni più remoto barlume di consapevolezza, di volontà e di verità. Sono quelli che in forma di proseliti promettono la vita eterna fra le braccia del creatore ed esaltano la sofferenza catartica di questa miserabile vita terrena e della sua provvisorietà. Sono i ricchi gerarchi del clero pagano e idolatra che, nei sempre più rari interventi rubati all’ozio e a una vanità femminea, gridano a gran voce “beati gli ultimi, che loro sarà il regno dei cieli”. Sono quelli che esaltano il primato dello spirito, per poi accanirsi su corpi inermi (cavie umane) con le macchine assemblate da satana, e prolungare così all’infinito una tortura lacerante in un esaltato accanimento, sperimentale, degno del più spietato aguzzino nazista. Sono quelli che non accettano la sconfitta di una scienza effimera e miope, che ha anteposto il profitto e il potere, al buon senso, alla carità cristiana e al principio etico. Sono loro le anime infernali di questo secolo, loro, terrorizzate dal più ineludibile atto di giustizia: la morte.
Gianni Tirelli

Berlusconismo: merito moralità libertà e liberismo

21 novembre 2010 Lascia un commento

A volte mi domando con quale spudoratezza e coraggio questa maggioranza politica, parli di promuovere il merito, quando, la stessa (unico caso nella storia parlamentare), è un caravanserraglio di servi, di raccomandati, di corrotti e corruttori, di traditori, ruffiani, lacché e affini. Una corte dei miracoli, unica nel suo genere, per incompetenza, approssimazione, volgarità, codardia e tracotanza.
Emblematico, poi, é il cosiddetto “mercato delle vacche”. Una vergogna che si sta consumando, in questi giorni di crisi politica dove, lo scandaloso mercimonio dei parlamentari, ha tradito ogni illuminante concetto di merito e di fedeltà. Senza dimenticare, inoltre, una delle affermazioni più sconcertanti del presidente Berlusconi quando, alcuni mesi, in maniera indecente, osò dichiarare; “Un’altra cosa ha fatto questo governo! Abbiamo introdotto la moralità.” Se non conoscessimo il dicitore di una tale castroneria, ci sarebbe da piangere! Questo uso sistematico della menzogna, adottata come pratica relazionale e supremo comandamento da tutta la cricca dei cortigiani, è la perversa strategia populista, che mira e si prefigge di fare leva sui lati peggiori degli individui, le loro debolezze e bisogni.
“Forza Italia, la casa delle libertà, i circoli della libertà, il popolo delle libertà”, i paladini della libertà, un quotidiano dal nome “libero” e, non ultimo, i team della libertà, fanno parte di un ritornello monotematico, riconducibile più alla visione idealista e patriottica di un eroe della resistenza, che ad un imprenditore senza scrupoli al potere. Che ci azzeccano questi con la libertà, commenterebbe Tonino? Loro, che della libertà hanno fatto licenza e, dell’uguaglianza, omologazione e propaganda. Una libertà servita su di un piatto d’argento, risultato della lotta e del sacrificio di quei tanti italiani che, alla codardia, hanno anteposto l’onore e la dignità e tutti quei valori etici e morali, fondamentali, di una società libera e civile. Una maggioranza, di cui, l’unico dato politico certo, è relativo all’emolumento percepito alla fine del mese. Dei farabutti, papponi, puttanieri, cattolici e pluri-divorziati che si ergono, a dispetto di ogni coerenza e senso del pudore, a paladini della famiglia e difensori della vita. Assertori di un liberismo ad personam fatto di consorterie, corporazioni, cricche, logge e monopoli.
La disinvoltura, poi, con la quale, questa brutta gente, tende alla mistificazione della verità e alla contraffazione della realtà, ha dell’incredibile, e appartiene a quella sfera di comportamenti, ascrivibili all’ambito della psicopatia di natura paranoide; drammatici effetti di una frustrazione lancinante e di vari complessi di inferiorità – mai risolti e coltivati nel tempo. Questi individui, versano in uno stato di eterno infantilismo regressivo e, alla stregua di bambini, negano ogni loro addebito e oggettiva responsabilità addossando, ad altri, le proprie mancanze e deficienze. Il berlusconismo, sarà in seguito ricordato, come il momento più incomprensibile e inspiegabile della storia politica italiana. Una congrega fatta di trame, di complotti, clientele, impunità, baccanali, corruzione, tradimento, menzogna e servilismo.
Gianni Tirelli

L’uomo come un virus

19 novembre 2010 Lascia un commento

Immaginiamo il pianeta terra, come una delle infinite cellule del sistema universo, vista al microscopio, dall’occhio di un attento ricercatore. Noterà immediatamente che, a differenza delle altre cellule, la terra, presenta alcune evidenti anomalie e patologie di natura iperplasica e ipertrofica. Una disfunzione che sta mettendo a serio rischio la sua sopravvivenza. Ad una prima e sommaria osservazione, lo scienziato si limiterà a constatare la presenza di un sostanza semisolida e appiccicosa di colore grigiastro, prodotta dalla cellula in questione (la terra) e che, la stessa, non é più in grado di sintetizzare. Questo elemento, in precedenza estraneo, si accumula sul tessuto connettivo della cellula, alterandola in maniera strutturale e irreversibile e comportando la perdita di qualsiasi funzione vitale. Il nostro ricercatore ipotizza che, diversamente da un tempo, si sia prodotto nella cellula un difetto di funzionamento (corto circuito, intoppo), del suo processo primitivo. Questo incidente di percorso, ha compromesso irrimediabilmente la sopravvivenza della cellula che, in virtù di un intrinseco e necessario processo di necrosi, cercherà di auto sopprimersi, previa il rischio di contaminazione delle altre cellule. Ad un più attento esame, il ricercatore individuerà poi, un congruo numero di elementi oblunghi, con due appendici alla base della loro estremità e una rotondità alla sommità e che, intuisce, possano rivelarsi i virus responsabili di una tale patologia.
La sostanza appiccicosa e grigiastra, individuata dal ricercatore e riportata alla nostra realtà quotidiana, rappresenta tutta quella montagna di rifiuti industriali, tossici, cancerogeni e radioattivi che, il nostro sistema economico, rigurgita sul pianeta, 24 ore su 24. L’uomo, é il paradigma del virus letale. “Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma”, è un principio che potrebbe avere (forse) una sua coerenza nello spazio di un tempo infinito e relativo ma, impossibile da applicare, alla realtà del presente. In attesa della trasformazione, saremo già tutti morti di cancro e di stenti, sommersi da una marea di rifiuti e soffocati dai loro miasmi.
Il pianeta terra che, per rendere più comprensibile a tutti, ho trasfigurato in cellula, non va interpretato come metafora ma (fatte le debite proporzioni), come paradigma assoluto del rapporto che esiste fra la causa dei nostri comportamenti e l’effetto sulla nostra realtà. E questo, vale in assoluto per qualsiasi cosa. Se al più presto, non saremo in grado di riconvertire le nostre abitudini, in altre più consone, compatibili e pertinenti la vera natura dell’uomo, e liberarci per sempre da tutte quelle dipendenze e debolezze che alimentano il Sistema Bestia e il suo potere, saremo gli ignari spettatori e i testimoni oculari della più grande tragedia dell’umanità.
Gianni Tirelli