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Articoli taggati ‘complotto’

False flag

13 febbraio 2011 Lascia un commento

Nel giro di due settimane, dal 13 al 26 dicembre del 2009, avvengono tre episodi gravi : Massimo Tartaglia, un uomo di 42 anni riesce a lanciare una statuetta colpendo in pieno viso Silvio Berlusconi, una ragazza di 25 anni Susanna Maiolo riesce a scavalcare una transenna a Roma e raggiungere il Papa ed un Cardinale che gli stava vicino e che è finito all’ospedale ed un giovane nigeriano tale Umar Farauk figlio di un ricco nigeriano cavaliere del lavoro in Italia per i favori fatti allo Agip nello sfruttamento del petrolio del Niger viene arrestato sui cieli di Detroit e viene trovato con i testicoli imbottiti di plastico e di tritolo in grado di fare esplodere l’aereo in cui viaggiava.
Questi tre allarmanti e significativi fatti riguardanti due importanti personaggi come il Capo del Governo in Italia ed il Capo della Chiesa Cattolica e la stessa sicurezza degli USA oltre che essere quasi messi uno dopo l’altro nel giro di pochi giorni hanno in comune una caratteristica: ne sono protagonisti tre giovani “disturbati” mentalmente e bisognosi di cure psichiatriche. Uno di essi, Umar Farauk, era addirittura noto alla Cia che ne aveva segnalato al padre “la deriva estremista”.
I tre episodi sensazionali che hanno allarmato l’opinione pubblica mondiale hanno dentro di sè qualcosa di inattendibile, di poco genuino, che li fa suonare falsi e costruiti come l’incredibile crollo delle tre torri dell’11 settembre 2001-data segnalata come spartiacque della storia contemporanea – attribuito all’impatto di aerei quanto dovrebbe essere evidente che si è trattato di edifici minati minuziosamente e caduti su se stessi per effetto delle esplosioni. Insomma, siamo in presenza di false flag, di teatrini montati ad uso del pubblico che le batterie massmediatiche dell’Occidente faranno credere come verità. Le tecniche di false flag sono estremamente raffinate e possono svilupparsi dopo un lungo periodo di incubazione e di preparazione magari ad opera di “tutori” preposti al lavaggio del cervello ed al condizionamento dei soggetti. L’episodio di Detroit è servito a rilanciare la lotta al “terrorismo” degli USA. Per comprendere la messa in scena e la sua grossolanità basti pensare che il giovane Umar non era ancora sceso dall’aereo che voleva fare esplodere e già aveva fatto in tempo a far sapere chi era, dove si era addestrato, quante persone erano nei campi di addestramento, quali erano gli obiettivi della sua “cellula” terroristica. Un comportamento inverosimile nei “terroristi” che gli specialisti americani non riescono a fare “cantare” neppure dopo anni di prolungate torture a Guantanamo con le tecniche della waterboarding.. “Cantò” subito di campi di AlQaeda nello Yemen nei quali avrebbe fatto apprendistato di terrorismo. Vedi caso proprio in quel periodo i fari del Pentagono e della Cia si posizionavano appunto sullo Yemen diventato particolarmente inviso agli USA per ragioni di dominanza geostrategica.
La giovane Susanna Maiolo con il suo gesto non propriamente aggressivo ma tuttavia ritenuto pericoloso ha portato l’attenzione sulla figura carismatica e sul corpo “sacro” del Pontefice. IL gesto è stato una sorta di surrogato al “grande” attentato subito da Papa Woitila ad opera del turco Alì Agca..
Massimo Tartaglia è stato utile ad una operazione di rilancio massmediatico di Berlusconi. Le circostanze in cui è avvenuta la sua aggressione restano enigmatiche ed inverosimili e pongono diecine di domande alle quali non è si è data risposta. Che cosa ha fatto Massimo dalle nove del mattino del 13
alle diciotto ora in cui ha colpito Berlusconi? Perchè l’auto di Berlusconi non si è allontanata subito dalla piazza? Perchè Berlusconi si è mostrato dentro l’auto ferma con la faccia insanguinata? Perchè la sua camicia è rimasta immacolata nonostante il sangue fluente dalla faccia? Perchè non è stata fatta una analisi delle macchie di sangue del vistoso fazzoletto con il quale si è pulito il viso? Perchè è stato condotto al San raffaele e non all’Ospedale più vicino? Etcc…etc…etc
Il potere ha bisogno di tanto in tanto di montare un teatrino. Lo montò Nerone per attribuire ai cristiani l’incendio di Roma che gli fu indispensabile per creare l’immensa Domus Aurea. Altri teatri sono stati approntati da Hitler, da Mussolini, dagli USA. Oggi i false flag hanno finalità ancora più sofisticate e polivalenti: servono a tenere in ostaggio una popolazione in un clima di paura che non finisce mai e che viene alimentata sempre da cose nuove e strabilianti ma che, a guardare bene, sono quasi sempre delle patacche, dei marchingegni spesso financo banali.
Alla luce della difficoltà in cui si trova in questo momento Berlusconi che, dopo la verifica del mancato sostegno del Quirinale sembra terrorizzato dalla ipotesi di finire dentro un processo per sfruttamento della prostituzione e concussione, non escludo un prossimo avvincente, spettacolare False Flag capace di mozzare il fiato e di metterci paura.
di Redazione IL PUNTO ROSSO a cura di PIETRO ANCONA

Bufale

17 ottobre 2010 Lascia un commento

Nemmeno otto giorni dopo il presunto fallito attentato a Maurizio Belpietro, il raddoppio della scorta è stato ritirato. E Alessandro M., l’agente che aveva esploso tre colpi nelle scale raccontando di essere scampato per miracolo alla morte che un fantomatico attentatore voleva infliggergli, dopo anni di onorata carriera alle dipendenze del direttore di Libero è stato sostituito. Del resto, i suoi stessi colleghi non sembravano avere mai creduto alla reale dinamica della vicenda, con buona pace dei commentatori in rete che aprivano ufficialmente la caccia ai complottisti.
Insomma, un epilogo molto diverso dalla promozione che l’agente si era guadagnato quindici anni prima, in seguito ad un episodio del tutto analogo al quale il giudice D’Ambrosio, beneficiario della scorta, tuttora dichiara di non avere mai creduto.
Intanto, però, Belpietro ha avuto modo di martirizzarsi in diretta tv davanti a milioni di italiani, ergendosi ad anti-Saviano, mentre questi timidi trafiletti che si avvicendano sulle ultime pagine dei quotidiani vengono letti da una sparuta minoranza di cavillosi cittadini ossessionati dal pelo nell’uovo.
Dopo il titolo a caratteri cubitali “SCUSATE SE SONO VIVO“, a quando un’edizione di Libero interamente dedicata agli sviluppi della vicenda?
Fonte: http://www.byoblu.com/post/2010/10/13/Ridotta-la-scorta-a-Belpietro-sostituito-lagente.aspx

Gli allegri complottisti

22 dicembre 2009 Lascia un commento

Mi è capitato in questi giorni di leggere un articolo a firma dell’avv. Paolo Franceschetti sulla massoneria deviata, sulle disavventure occorse all’autore dell’articolo in questi ultimi tempi, su insoliti incontri, lettere scritte con inchiostro verde, velate e meno velate minacce di male fisico e addirittura di morte.
Il tutto mi lascia abbastanza perplesso per una duplice serie di motivi.
Iniziamo della formazione del giurista: sin dal primo anno di università, se si ha la fortuna di incontrare docenti preparati ed appassionati, e si ha la pazienza e l’umiltà di apprendere iniziando dai concetti elementari, viene insegnato quello che è, o dovrebbe essere, il nucleo fondante del pensare, la cd. forma mentis di ogni buon giurista, che sia esso avvocato o magistrato, ossia l’attenzione pressochè maniacale ai fatti.

Ecco, a ben vedere di fatti nelle enunciazioni direi quasi speculative dell’autore ce ne sono molto pochi; l’articolo è infarcito di teorie cospirazionistiche di difficile dimostrazione, di asseriti episodi di minacce, di telefonate mute e di una collaboratrice colta nel sonno e aggredita (??), fatto quest’ultimo che è stato diligentemente e prontamente (per la sua indubbia gravità) denunciato all’autorità competente.
Ebbene, non si può fare a meno di notare che, difficilmente, colui che si sente seriamente minacciato addirittua anche all’interno delle mura domestiche, si espone pubblicamente in codesta maniera, anche considerando la rete internet quale stumento mediatico marginale, ad uso e consumo di un ristretto numero di persone.
I simbolismi ambigui, (attribuiti alla massoneria) usati per perseguitare pervicacemente l’autore, il quale risponde impeccabilmente acquistando una bella moto, certo possono essere l’indice sintomatico di un’enorme cospirazione in danno suo e dei suoi stretti collaboratori, ma è altrettanto difficile credere che, davanti ad una denuncia di un fatto circostanziato e temporalmente definito, l’autorità giudiziaria si spogli del fascicolo facendolo artatamente sparire addirittura occultandolo.
Le accuse rivolte un po’ a tutte la autorita inquirenti sono talmente gravi da suscitare preoccupazione e sdegno, se non fosse che, con una breve ricerca, si scopre facilmente, che di siffatte teorie complottiste, cospirazioni, macchinazioni e dietrologie eversive di varia natura (cfr., l’11 settembre) la rete internet ne è satura.
Lo scopo perseguito dagli autori e divulgatori di questa tipologia di informazione non è chiaro: l’Italia sta forse attraversando un periodo non proprio facile; la ricerca spasmodica del perché i nostri figli debbano avere un futuro incerto e complessivamente debbano beneficiare di minori opportunità rispetto ai loro padri, potrebbe essere la causa più verosimile di questo profluvio di immaginazione senza fine che, nella maggior parte dei casi, è completamente avulsa dalla realtà che ci circonda.
Del pari, la creazione di teorie astruse, che poggiano le basi su credenze popolari quali il “valore convenzionale della moneta” che ha dato adito alla ben nota teoria del cd. “signoraggio”, e alle collaterali ipotesi di introduzione dei “buoni monetari locali” che permetterebbero addirittura di raddoppiare il valore del prodotto interno lordo su base locale nel giro di pochi mesi dando così una boccata d’ossigeno al commercio al minuto messo a repentaglio dalla globalizzazione, non sono altro che teoremi privi di qualsiasi valore scientifico come è facilmente dimostrabile e come insegnano del resto in tutte le università di economia.
Certo, restano irrisolti importanti problemi di criminalità organizzata, fenomeni collusivi criminali fra mafie e istituzioni ai quali uomini di valore hanno tentato di dare una risposta, mafie che, ritornando all’articolo in commento “ si infilano nelle nostre città del nord..” (l’autore è di Viterbo, ridente cittadina del Lazio), ma ciò mi pare non basti per instillare mediante scenari apocalittici, ulteriore confusione e paura, senso di insicurezza e precarietà, sfiducia nelle istituzioni e in chi le guida.